“Il miracolo di Natale” di Bruna Pezzati

Carissimi amici, mi piace proporvi di restare nella dolcezza del Natale attraverso il racconto di un Natale speciale vissuto dall’amica e poetessa Bruna Pezzati, un Natale di tanti anni fa che ancora commuove…

Bruna oltre a donarci il racconto del “miracolo” di quel Natale ci omaggia di una poesia scritta in questi giorni di neve. Grazie Bruna!!!!

Ho raccontato la storia di Bruna anche in un articolo su “La Provincia di Lecco” che potete leggere al seguente link https://www.laprovinciadilecco.it/stories/circondario/il-miracolo-di-natale-postato-su-facebook_1380501_11/

Trovate, invece, la poesia in calce.

Buona lettura!!!!

 

Bruna Pezzati, 82 anni, papà valsassinese, mamma bergamasca, nasce a Campodolcino e si trasferisce a Calolzio, dove ancora oggi vive, sul finire della guerra. Il primo Natale che trascorse a Calolzio fu un Natale davvero speciale, lei stessa ci spiega il perché: “ mio papà era partito per la guerra e mancava da tre anni, di lui non si avevano più notizie da tanto tempo e la fame e la disperazione si facevano sempre più forti, terribili, disumane; io abitavo con la mamma e una sorellina di tre anni, si aveva paura di tutto e di tutti e di ogni rumore. La notte della Vigilia era terribilmente buia e senza stelle, noi tre dormivamo nel lettone grande per donarci un po’ di calore in tutto quel gelo, sentimmo dei colpi poderosi al portone come se qualcuno volesse sfondarlo a spallate. Sentivo la mamma tremare accanto a me, poi udimmo altri colpi e una voce che chiamava “Maria…Maria…”, mia mamma lanciò un urlo quasi selvaggio, ci avvolse alla bell’e meglio in una coperta e si lanciò giù, quasi volando, per la rampa di scale, con noi due bambine piangenti sotto braccio; ricordo che aprì il chiavistello tremando e ricordo un abbraccio dolcissimo e furibondo insieme, e quel ridere, quel piangere, quel baciarci e la paura che tutta quella gioia potesse essere solo un sogno. Invece mio papà era lì- ricorda Bruna- pallido, la barba di mesi, l’ombra dell’uomo forte che era partito, ma era vivo e ci aveva trovate, dopo molte peripezie, vive. Non riesco con le parole a descrivere quei momenti, sono attimi che restano dentro per tutta la vita e se esiste la felicità, ebbene, noi in quel momento felici lo eravamo. Raggiungemmo la grande cucina senza staccarci, restando avvinti-prosegue Bruna, commossa- per tutta la notte parlammo e parlammo come per condensare in poche ore quei tre anni di lontananza. Ricordo che in un vaso sul tavolo c’era un ramo di pino con sotto due mandarini, due noci e due matite blu e rosse, erano i nostri regali di Gesù Bambino. L’alba di Natale ci sorprese dietro i vetri ornati di ricami di ghiaccio ma non sentivamo il freddo perché il calore del cuore ci scaldava e l’intensità del momento era più forte di qualsiasi sensazione fisica. Solo la mia sorellina era sconcertata. Per lei quell’uomo era uno sconosciuto, un estraneo: per lei il papà era quello che le sorrideva dal ritratto sul comodino, quello a cui mandare il bacio alla sera o quello a cui dedicare la preghiera alla Madonna perché lo preservasse dagli orrori della guerra. Ci volle del tempo perché gli ci affezionasse”.

Giovanna Samà da “Il miracolo di Natale” di Bruna Pezzati

Auguri

Fiocco di neve
copri pian piano
cuori malati privi d’amore. Falli tornare esseri umani
e non solo cose che vegetan lievi.
E quando il sole ti scioglie in pianto
entra nell’animo di crede ancora, nell’amicizia, nella lealtà e in quella cosa spesso scordata
che si chiamava UMANITA.
Bruna Pezzati

23 commenti su ““Il miracolo di Natale” di Bruna Pezzati

  1. Giovanna carissima,

    se i regali si sono già scartati e magari anche dimenticati, tuttavia i nostri alberelli e i presepi sono ancora accesi nelle nostre case a ricordarci la dolcezza e la gioia di questo santo giorno.
    Tutti abbiamo ricordi di Natali passati, belli o meno belli, secondo le circostanze della vita, tanti o pochi secondo gli anni che abbiamo vissuto.
    Ma Bruna, la nostra comune amica, credo possiamo dire sia stata una privilegiata perché “quel” Natale, ha ricevuto in dono addirittura un “miracolo”: il ritorno del papà dalla guerra; ricordo indelebile che ogni volta le riaccende di commozione.
    L’animo istintivo e sensibile di Bruna si riscopre anche nelle sue poesie, come in questa, delicata e supplice come una preghiera che chiede il conforto ed il dono dell’amore per i cuori sofferenti.
    L’Uomo come non mai in questi momenti difficili che stiamo vivendo ha davvero tanto bisogno di Amore e di Speranza ed è questo l’augurio che io faccio a voi, Giovanna, Bruna, familiari ed amici, per il Nuovo Anno che sta per giungere: salute, amore, fratellanza e pace nei cuori.
    Un abbraccio.

    1. Carissima Marina, bentrovata!!! Grazie infinite per questo tuo contributo al quale non serve aggiungere nulla…accolgo con gioia i tuoi auguri e te ne faccio altrettanti, col cuore!
      un abbraccio!!!

  2. Che dire… di questi tempi, in cui il benessere ed il consumismo non ci fanno minimamente pensare e, nemmeno lontanamente immaginare, a ciò che è stata la guerra, la sofferenza e soprattutto la fame, leggere un racconto simile ci fa riflettere. Persone come la signora Pezzati sono patrimonio dell’Umanità, pezzi di storia che andrebbero preservati. Sono pochi ormai coloro che possono ancora raccontare esperienze tali e, se ci soffermiamo un attimo a pensare, non parliamo di tempi biblici e chissà quanto lontani, ma parliamo di qualche decennio. Forse questa pandemia, per quanto maledetta, ha dato un pò a tutti adito alla riflessione in merito a quanto sia labile ciò che abbiamo sia esso materiale che spirituale.
    Grazie a Giovanna che ci ha portato la testimonianza aurea di questa donna. Auguro a Giovanna, alla sua famiglia ed a tutti voi del cerchio un buon anno con la speranza che sia almeno un poco meglio di quello che volge al termine.

    1. Carissimo Antonio, bentrovato!!!
      grazie per il tuo contributo del quale riprendo un’espressione felice che condivido “Persone come la signora Pezzati sono patrimonio dell’Umanità,”
      Quanto è vero!!!!
      Grazie a te Antonio e ancora grazie a Bruna!!!!!

  3. Il racconto ci parla della realtà spaventosa della guerra e di come ne soffrano proprio quel rapporti umani – prima di tutto quelli familiari – che sono alla base della vita di tutti noi. Davvero commovente la descrizione del ritrovarsi dell’intera famiglia dopo tanti anni e tanta paura. Anche la poesia è un richiamo a quei valori affettivi troppo spesso messi in secondo piano nel mondo attuale.
    Complimenti alla scrittrice!

    1. Carissimo Giorgio, bentrovato!!!!!
      Grazie per il tuo contributo!!!!
      Apprezzo la tua e la commozione degli altri amici del cerchio che hanno letto il racconto….
      un abbraccio grande!!! A presto!!

  4. È straordinario che una donna di questa età abbia l’energia e il desiderio di usare i mezzi informatici per lasciare testimonianze di un passato che non esiste più. Parole che commuovono e fanno riflettere.

    1. Ciao Silvia!!! Bentrovataaaaaa
      Poni l’accento sull’uso della tecnologia da parte di questa signora non giovanissima….
      Questo aspetto ha entusiasmato anche me e l’ho valorizzato nell’articolo su “La Provincia” che si può leggere al link indicato
      Baciiiii

  5. Grazie Giovanna per averci fatto conoscere questa storia a lieto fine, cosi intensamente raccontata da questa poetessa.
    Una bella magia di Natale.

    1. Grazie a te cara Vale, che mi segui con tenacia e riesci sempre ad apprezzare i messaggi “nascosti” in ciò che propongo e condivido.
      Un abbraccio!!!

  6. Grazie per la storia vera che ci hai raccontato, ci sono persone che hanno avuto esperienze così toccanti da scrivere in modo che non vadano perse. Mia mamma e mio zio, novantenni, a volte mi raccontano dei loro ricordi del periodo della guerra e mi lasciano senza parole. Dovresti scrivere un libro tu che nei tuoi racconti riesci a rendere tutto molto interessante.
    Buon Anno Nuovo .

    1. Antonella, grazie!!!!!
      Tra i buoni propositi per il nuovo anno metterò anche il libro da scrivere!!!!!!
      Auguriiiiiiiii
      Augurissimi a tutti!!!!!!!

  7. Ciao Giovi, il racconto della signora Bruna parla di un miracolo a Natale. Io penso che il Natale è sempre un miracolo, anzi il Natale celebra un miracolo,la nascita di Gesù! La gente ha preso di vista il valore di questa festa forse distratta da un sacco di cose che non hanno niente a che fare con il Natale,ma non è questo che ci interessa. Direi invece che come la poetessa ha trovato il suo meraviglioso miracolo a Natale anche noi dovremmo provare a vedere i nostri miracoli. Pensate per esempio proprio a questo Natale, a questo anno così pieno di sofferenze, un anno che ha moltiplicato la povertà, ma noi ??? Quali sono stati i nostri pensieri??? I nostri propositi?? Forse se nella nostra mente sono nati dubbi, perplessità e ci siamo fermati un attimo per capire, per riflettere…..allora è già …….

    1. Carissimo Arnaldo, ci parli dei miracoli della quotidianità che non sappiamo più vedere….proprio così…apriamoci alla gratitudine!!!!!! Un abbraccio e tantissimi auguriiiiii

  8. Commossa fino alle lacrime….ho cercato di immedesimarmi in ogni personaggio della storia e credo che ciò che possono aver provato sia qualcosa di indescrivibile potente e dolce insieme…. Che cos’è il Natale? È il ritrovare la gioia di un amore atteso dall’eternita’….la luce che rischiara le tenebre….un abbraccio che avvolge i cuori tenendoli finalmente stretti a sé……
    Grazie cara Giovanna per aver condiviso e pubblicato i ricordi e la poesia di questa meravigliosa poetessa. Colgo l’occasione per augurare a te e ai tuoi lettori un buon fine anno e un felice 2021!

    1. Maria Cristina, bentornata!!! Che gioia immensa leggerti e sentire di nuovo i nostri cuori battere insieme!!!!!! Grazie!!!! Auguri cari!!!!

  9. Cara Giovanna qui dal mio letto ho sentito gioia in questo racconto.
    La gioia dell`attesa trasformata in amore ed i piccoli regali di matite e mandarini che facevano felici i bambini.
    Complimenti a tutte e due e grazie.

    1. Carissima Alberta,
      Ti abbraccio e ti ringrazio perché non molli il nostro cerchio!!!!!!!! Grazie!!! Un abbraccio e tanti affettuosi auguri!!!!!!

  10. Antonio lancia un tema fondamentale al quale dal mio letto di degenza covid rispondo ben volentieri.
    È ormai chiaro, dopo un anno, che qui non finisce niente … tuttalpiù facciamoci un’idea che è finita un’epoca con le sue luci e le sue ombre.
    Ciò permette un ” loop ” ,una parabola all’indietro che ci riporta , senza retorica ( oggi non avrebbe senso ) ad altri tempi ben più drammatici che richiamano alle cose essenziali . … Si insomma
    ” avere o essere ”
    E la strada per il futuro chiede la nostra anima … non inutili zavorre !

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