L’adorazione dei pastori

Carissimi amici e carissimi lettori,

                                                           per questo Natale ho pensato di farvi dono di uno scritto realizzato apposta per noi dalla storica e critica dell’Arte Angiolina Petecchia che ci invita ad “entrare” nell’opera mirabile di Caravaggio “L’adorazione dei pastori”. Ringrazio Angiolina con tutto il cuore per averci offerto la possibilità di meditare sulle figure della natività e sulla loro simbologia. Che sia un Natale di Pace e di Amore!

L’adorazione dei Pastori

Il Vangelo di Luca narra l’episodio dell’adorazione dei pastori. Si racconta che alcuni di loro mentre vegliavano all’aperto, sorvegliando il gregge, apparve un angelo e un corpo celeste molto luminoso, che i pastori avrebbero interpretato come un segno di Dio attestante la nascita del messia che avvenne a Betlemme in una mangiatoia.

Il racconto di Luca ha un significato teologico nel senso che denota l’attenzione di Gesù per gli umili e prefigura la sua missione che diventerà un pastore e quindi guida degli uomini.

Gli elementi figurativi presenti nell’Adorazione dei pastori sono:

  • La capanna e la mangiatoia simbolo di povertà

  • Bambino- Messia che ricompensa o punisce, dando legge e destino al mondo celeste di cui il terrestre non è che il riflesso

  • Giuseppe- umiltà dignità e dedizione

  • Maria- simbolo di protezione / liberazione dal peccato, di amore universale, di contemplazione, di salvezza, di verginità e maternità.

  • Angelo annunciante-Messaggero celeste

  • Stella- forza spirituale che si oppone al materiale. Luce che sorveglia

  • Il gregge –Futura comunità cristiana che verrà guidata dalla Chiesa simboleggiata da Maria

  • Pastori- Nomadi senza radici. Rappresentano l’anima che non è mai radicata, ma sempre di passaggio. Prefigurazione di Cristo guida del popolo

  • Bue- Prefigura il sacrificio di Cristo

  • L’asinello- servitore della nostra anima

Michelangelo Merisi il Caravaggio, (Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610)

Celebre pittore dall’animo irrequieto. Nella sua breve esistenza affrontò gravi vicissitudini. Data cruciale per la sua arte e la sua vita fu il 28 maggio 1606, anno in cui fu responsabile di un omicidio avvenuto durante una rissa e condannato a morte, dovette sempre fuggire per sottrarsi alla pena capitale.

La sua arte non può essere scissa dalla cultura lombarda, soprattutto da quella di S. Carlo Borromeo.

Caravaggio ha rappresentato scene sacre che hanno ripreso la realtà mobile dei Sacri Monti, in quanto il suo realismo era basato sul hinc et nunc, (qui e ora) nel senso che ha evocato il passato come valore del presente.

Egli ha saputo cogliere l’istante nel suo svolgersi in nome della contemporaneità. Per lui l’arte è stata frutto della realtà riportata in modo analitico; infatti ha utilizzato lo specchio che gli ha offerto l’unità del frammento immerso nella luce. Ha trattato temi religiosi visti in chiave laica. Ha rappresentato prostitute, poveri, ragazzi di strada.

Presenta delle affinità con Galileo Galilei, in quanto entrambi hanno ritenuto che la verità è prodotta dall’empirismo. Entrambi sono vissuti nel periodo della Controriforma.

Entrambi hanno subito censure. Galileo ha dovuto abiurare, Caravaggio ha subito frustrazioni perché le sue opere sono state rifiutate poiché ritenute blasfeme.

Merisi è riuscito a fare della sua vicenda autobiografica una metafora universale e come Shakespeare ha costruito un mondo di immagini di slanci impetuosi di visioni folgoranti che sono delle vere peregrinazioni nei recessi della mente. Per entrambi l’arte è concepita come sguardo profondo sull’umano.

Caravaggio è un pittore moderno, la sua modernità è legata, non soltanto al suo antiaccademismo, ma all’uso della luce che anima le sue scene e valorizza gli aspetti reconditi della realtà. Egli, come gli impressionisti, ha utilizzato in modo particolare la luce, vista non come fenomeno ottico, ma come dato che, non solo ha una valenza religiosa, ma anche analitica e realistica. Per Lui la luce è il simbolo che si accende all’orizzonte ed evidenzia come la grazia possa liberare dal peccato e dare forza, colore e consistenza alla vita dell’uomo.

L’adorazione dei pastori

Michelangelo Merisi -L’Adorazione dei Pastori olio su tela 1609- 341×211 cm. Museo Regionale di Messina

L’opera venne eseguita durante il passaggio dell’artista dalla Sicilia, in seguito alla sua fuga dalle prigioni di Malta. Nel corso del suo breve soggiorno a Messina, ha ricevuto dal senato della città l’incarico di realizzare una pala d’altare destinata ad essere collocata sull’altare maggiore della chiesa di Santa Maria della Concezione, retta dai padri Cappuccini.

Il pittore ha ambientato la scena in una stalla spoglia per sottolineare il concetto di umiltà e povertà. La figura del bambino sfiora il volto della madre la quale è seduta sulla terra, poggiando un braccio sul muretto col quale sorregge appena l’esile figura.

Ella contempla il figlio ed indossa una veste rossa simbolo dell’amore.

 

In primo piano vi è una natura morta sulla sinistra composta da una tovaglia, una cesta, una pagnotta, un tovagliolo simbolo della mensa dei poveri e una pialla da falegname.

Le figure sulla destra sono i pastori e tra essi S. Giuseppe, poggiato sul rozzo bastone, ma quello seminginocchiato a mani giunte è l’unico in adorazione cosciente del mistero divino.

La costruzione spaziale dell’opera segue una geometria diagonale, è impostata su di un triangolo la cui base è costituita dalla Madonna distesa. Particolare è l’uso della luce che fa sprizzare dal buio i fili di paglia con tocchi saettanti.

Sullo sfondo sono presenti gli animali immobili che sembrano assenti dalla scena dell’evento. L’opera è caratterizzata da toni caldi e bruni, è priva di artifici pittorici. Caravaggio sottolinea la concezione pauperistica dell’evento e il verismo della raffigurazione. Le pose dei personaggi non sono auliche, le espressioni sono realistiche soprattutto quelle dei pastori, che arrivano alla capanna provati dalle fatiche del loro mestiere, ma sono confortati da questa visione divina. 

Angiolina Petecchia, Storica  e Critica dell’Arte

 

21 commenti su “L’adorazione dei pastori

  1. Caravaggio è ormai entrato a far parte della comune conoscenza . Tutti, esperti o profani, sanno chi è questo grande artista che Angiolina Petecchia descrive minuziosamente accostandolo ad una delle sue grandi opere.
    Della sua maestria sappiamo, come d’altronde viene poi ampiamente spiegato .
    Due aspetti particolari lo rendono , secondo me, particolarmente noto e gradito sopratutto a noi italiani:
    il suo stile impetuoso e ricco di contrasti, e la sua vita condotta col medesimo stile ribelle che lo porta costantemente fuori dagli schemi ….
    Insaziabilmente proiettato verso la ricerca di una improbabile libertà assoluta … verso ” una vita spericolata ” … per dirla con Vasco Rossi !

    1. Carissimo GianMaria, bentrovato!!!!!! Grazie per questo tuo contributo…parli della “ricerca di una improbabile libertà assoluta”…..che tema affascinante!!!!!! Quanto è libera la libertà????? E come la si raggiunge???? Caravaggio, dici, sembra suggerire la via della “vita spericolata”…anche questa è etremamente interessante come ipotesi…e allora chiudo insimeme a te con Vasco “voglio una vita esagerata di quelle che non dormi mai, voglio una vita, la voglio piena di guaaaaaiiiii”
      Un grande, grandissimo abbraccio!!!!

  2. Grazie Giovanna per i tuoi Auguri di Natale che personalmente ricambio di cuore.
    Ma grazie soprattutto per il tuo dono davvero speciale ed unico: l’invito ad “entrare” nell’opera del grande Caravaggio “L’adorazione dei pastori” e, guardando attraverso gli occhi sapienti di Angiolina Petecchia, portarci a meditare sulle figure e sul mistero della Natività, conducendoci così a riscoprire il significato vero e profondo di questo giorno santo.
    Che sia davvero un Natale di Pace e di Amore, l’Uomo ne ha tanto bisogno!!

    1. Carissima Marina, benvenutaaaaa!!! Che bello leggerti!! Grazie per il tuo contributo che trasmette pace e speranza. Un grandissimo abbraccio. A presto!!!!!

    1. Carissima Valentina, grazie a te!!!!!!! Grazie per esserci e per alimentare insieme il fuoco del nostro cerchio!!!! Un abbraccio!!!

  3. Cara Giovanna grazie, mi ha fatto molto piacere il tuo prezioso regalo.
    Se c’è un pittore che magníficamente ha dipinto il presepio e la scena di Betlemme, l’adorazione, questo artista per me è Caravaggio.
    Mi sento investita artísticamente dai suoi dipinti, perché con il suo grande potere pittorico e psicologico, Caravaggio esprime le nostre passioni.
    La gestualità di inginocchiarsi o pregare a mani giunte, mi identifica. Il bello dell’arte è sentire proprio queste emozioni. Così mi rivedo inginochiata di fronte alla vita in sè, a terra, quando travaglio con i miei pensieri per accettare la Volontà di Dio, o nomade, in cerca di giustizia e lavoro.
    L’opera di Caravaggio è magistrale, grazie all’uso geniale dell’essaltazione della luce che pentra come un lampo nel nostro buio, e ci fà implorare che il Buono advenga, anche la consapevolezza e l’amore verso noi stessi e gli altri.
    Buon Natale per sempre!

    1. Carissima Ingrid, che bello leggerti di nuovo!! Grazie per essere ancora con noi!! Grazie per questo tuo contributo ricco di Vita che si intesse con l’Arte…”la Luce penetra come un lampo nel nostro buio” ricordi a noi tutti…grazie…mi torna alla mente il versetto del Vangelo di Giovanni (del quale oggi, 27 dicembre, ricorre la festa) “LA LUCE SPLENDE NELLE TENEBRE MA LE TENEBRE NON L’HANNO ACCOLTA”.
      Un abbraccio!!!!

  4. Ciao Giovi, parlare di Caravaggio e’ sempre bello, ma sempre difficile. Quando diciamo Caravaggio già vediamo luci tenebrose, scene violente, così come è stata la breve vita di Lui. Ogni tanto troviamo qualche scena di calma, di rilassamento, come se l’artista si vuole prendere ogni tanto una pausa. Certo un tipetto di tale spessore nato in Lombardia rispecchia perfettamente il lombardo, al quale la vita sembra incredibilmente breve per fare tutto quello che ha in mente di fare. Vorrei per ultimo chiedere alla signora Petecchia ( che sicuramente ne sa’ molto) se Michelangelo Merisi e’ nato a Milano, perché è detto il Caravaggio?

    1. Buongiorno Arnaldo!!!! Lascio spazio ad Angiolina per la tua domanda! Intanto grazie per essere con noi e per stimolarci con le tue riflessioni !!!

    2. Caravaggio -questo nome è legato al luogo da cui proveniva la famiglia del pittore.
      Si era sempre ritenuto che Michelangelo Merisi fosse nato a Caravaggio.
      Le ricerche effettuate il 27/02/2007 da un ex dirigente Vittorio Parami in pensione,appassionato di storia dell’arte,presso l’archivio diocesano della chiesa di San. Stefano in Brolo oggi Santa. Stefano Maggiore hanno confermato che l’artista era nato a Milanoe non a Caravaggio,come per secoli si era creduto.
      Il nome Caravaggio può essere visto come tributo di affetto che l’artista ha nutrito per la sua terra d’origine

  5. Il Natale è sempre un miracolo, un messaggio che ogni volta ci richiama a rivedere la nostra, vita, a dare una priorità alle nostre scelte. Purtroppo la grande maggioranza ha perso di vista questo Natale, ooo forse NO !! Certo il signor Caravaggio con il suo dipinto , già 400 anni fa (più o meno) ci manda un messaggio importante. La critica d’arte Angiolina Petecchia ci racconta povertà, umiltà, semplicità, ma….? Volevo ricordare che in una vecchia canzone popolare milanese si dice” i sicuri eren Gent per ben, maveven trata’ PEC d’un can” scusate il mio modo di scrivere , riflettete !!

    1. Carissimo Arnaldo, bentrovato!!! Che bello leggerti di nuovo!!! grazie per il tuo contributo e per i tuoi spunti di riflessione…..hai voglia di scrivere la traduzione dal dialetto lombardo per i nostri amici delle altre regioni??? Grazieeeeee Un abbraccio grandissimo!!!

      1. ” i sciuri eren Gent per ben, maveven trata’ PEC d’un can”
        significa
        “i signori (i ricchi) erano gente per bene, mi avevano trattato peggio di un cane”!!!!

  6. Grazie Gio x gli auguri..ricambio con affetto. Stavo pensando.. chissà come mai, in passato, .tanti artisti, scenziati, inventori ecc , venivano boicottati , non erano capiti, addirittura venivano perseguitati .Mancava forse un po’ di apertura mentale, la critica , forse seguiva un pensiero unico? Tutti pecoroni? Ho paura che anche al giorno d’oggi siamo molto condizionati da tante cose e facciamo fatica a ragionare con la nostra testa..Fortunatamente, oggi, possiamo almeno contare su una certa democrazia, almeno spero. Detto questo ,auguro a tutti di riuscìre sempre a ragionare con la propria testa e agire di conseguenza con un senso critico personale….Chiudo!! Evviva Caravaggio, evviva Galilei e tutti i grandi della storia che sono stati denigrati !!

    1. Carissima >Olga, bentrovata!!!!! Grazie per essere con noi nel cerchio intorno al fuoco e grazie per il tuo contributo che stimola riflessioni!!!! Sai come si dice, “Nessuno è profeta in patria”……penso che tutti coloro che hanno portato messaggi “nuovi” non sono stati capiti dalla maggioranza….. Grazie per il tuo augurio di “riuscìre sempre a ragionare con la propria testa e agire di conseguenza con un senso critico personale….”……!!!!! Mi associo a te : “Evviva Caravaggio, evviva Galilei e tutti i grandi della storia che sono stati denigrati !!”
      Un abbraccio e buona gornata!!!!!

  7. Carissima Alberta, è una grandissima gioia averti con noi!!!!!! Grazie per esserci e grazie per partecipare con il tuo contributo!!!! Un abbraccio grande, grande!!!!!

  8. Molto interessante esaustivo e spiegato perfettamente. Caravaggio non mi è mai piaciuto in modo particolare ma questo dipinto, spiegato così, mi ha fatto entrare in un mondo muovo
    Grazie a Giovanna e alla critica Petecchia

    1. Buongiorno Ornella!!!!! Che bello avertindi nuovo con noi!!!!!! Grazie per il.tuo contributo e per esserti lasciata guidare da Angiolina verso un modo nuovo di “vedere” Caravaggio.
      Un abbraccio!!!!!

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