Quel lieve tuo candor……….

Carissimi, oggi vi scrivo con l’animo colmo di fiocchi di neve!!! Quegli stupendi fiocchi che hanno volteggiato nel cielo fino a poco fa… Che pace hanno portato nel mio cuore!!!!! Qualcuno dice che la neve ha un che di profondamente spirituale poichè simboleggia il Cielo che scende sulla Terra…che poi è proprio ciò che accade a Natale…

 

Rimango piacevolmente avvolta da questa atmosfera che la neve ha creato, silenziosa, morbida, calda…immagino di essere con voi davanti ad un caminetto crepitante a raccontare la leggenda di san Nicolò, patrono di Lecco, la cui festa ricorre il sei dicembre, domenica. Si narra che San Nicolò per mettere alla prova l’umanità si presentò vestito di stracci come un mendicante chiedendo da mangiare a tutti coloro che incontrava; uomini e donne gli rifiutarono anche il più piccolo boccone finchè sul far della sera il Santo incontrò due fratellini molto poveri e soli al mondo; vedendo il miserabile che chiedeva da mangiare entrambi gli donaro l’unica cosa che avevano, una mela rossa; dice la leggenda che al risveglio i bambini trovarono accanto ai loro giacigli di fortuna due mele d’oro! Per questo a Lecco la mattina del sei dicembre i bambini di Lecco trovano sul comodino la mela di san Nicolò, una bella mela rossa, grossa e lucida che può anche avere le sembianze del Santo patrono, come?

Basta prendere una mela, appoggiarvi sopra un mandarino che si fisserà alla mela con uno stuzzicadenti; il mandarino fungerà da testa del santo, bisognerà disegnare o applicare occhi, naso e bocca e attaccare una lunga barba bianca fatta di cotone idrofilo; sulla testa la mitra di cartoncino rosso….

Vi siete accorti a chi  assomiglia? Certo!!! A Babbo Natale! Si dice che la figura di Santa Claus derivi proprio da quella di San Nicolò!!!

San Nicolò e San Nicola di Bari sono lo stesso Santo; a Lecco vi è una statua a grandezza naturale, posta nel lago e ricoperta di lamine d’oro.

Nella Basilica cittadina è conservata come reliquia la “manna di san Nicolò”, il liquido purissimo nel quale galleggiavano le spoglie del santo quando i marinai baresi trovarono la sua tomba.

San Nicola nasce nella città di Patara in Asia Minore, l’attuale Turchia, attorno al 260 d.C.; nel 300 diventa Vescovo di Myra; non vi è certezza in merito alla data di morte, ma è da ritenersi intorno al 355 d.C.; le sue spoglie restarono nella Cattedrale di Myra fino a quando la città cadde in mano ai saraceni. Nel 1087 una spedizione navale partì da Bari per riportare in terra cristiana le reliquie. Era il 9 maggio quando metà delle spoglie del Santo arrivarono a Bari, che ancora le custodisce. Meno risaputo è che anche la Serenissima Repubblica di Venezia fece una spedizione a Myra e recuperò altre osse del Santo, che si trovano custodite nella Chiesa a lui dedicata a Venezia (San Nicolò Lido).

San Nicola è venerato sia dalla chiesa Cattolica che da quella ortodossa.

A Lecco spesso in questo periodo si fa “ponte” poichè si festeggiano il 6 san Nicolò, il 7 sant’Ambrogio (in quanto facenti parte della diocesi di Milano) e l’8 l’Immacolata. Vi è anche una filastrocca dialettale che riassume bene tutte queste festività che ci accompagnano al Natale:

San Niculò porta i pom

Sant’Ambroesu i ha fà coeus

La Madonna i ha pelà

e il bambin i ha mangià!

Traduzioneeeeeee:

San Nicola porta le mele

Sant’Ambrogio le ha fatte cuocere

la Madonna le ha pelate (sbucciate)

il bambino le ha mangiate!

A noi tutti, ovunque ci troviamo e a prescindere da ciò in cui crediamo (o non crediamo) , auguro di sentire la particolare magìa di questo momento dell’anno!

Aspetto i vostri contributiiiiiii

Giovanna

P.S. :MERCOLEDì PROSSIMO UNA GRANDE SORPRESA!!!!!!!!

 

7 commenti su “Quel lieve tuo candor……….

  1. … San Nicolò mercant de neev …
    Ricordo anche questo detto !
    Mia mamma, Gemma Colombo, era lecchese e, trasferitasi a Mandello con il matrimonio, non abbandonò mai le tradizioni di origine, prima tra tutte la grossa mela rossa di San Nicolo sotto il cuscino ..
    siamo cinque fratelli, cinque mele !
    Complice il calendario Ambrosiano, oltre al patrono e all’Immacolata, Lecco ha sempre preparato l’avvento al Natale con un fascino particolare per noi bambini che specialmente in quelle circostanze andavamo in visita ai nonni e agli zii .
    Ancora adesso porto indelebile il ricordo di quei momenti di gioia!

    1. Carissimo GianMaria, grazie!! Che bei ricordi…andavate in visita ai nonni e agli zii….chi avrebbe mai detto che questo non sarebbe più stato possibile???? Che tristezza pensare ad un Natale senza nonni……
      Un abbraccio!!!!

  2. Ciao Giovanna, Bella la storia di San Nicolò. Quando penso a Saint Nicholas mi ricordo la bellissima poesia Inglese” T’Was the Night before Christmas” scritta nel 1823. Descrive Saint Nicholas (oggi conosciuto come Father Christmas o Santa Claus ) con le sue 8 simpatiche renne. Un alunno nella scuola dove lavoravo la recitava sempre per la festa di Natale. È un bellissimo libro per i bambini. Buona festa di San Nicolò!
    Aggiungo che la storia-poesia è stata pubblicata da Dr. Clement Clarke Moore. Parla delle calze appese al cammino aspettando San Nicola. La renna più famosa è Rudolph. La canzone nota “Rudolph the Red Nosed Reindeer “ è stata scritta nel 1949.

  3. Grazie per la bellissima storia di San Nicolò, è giusto aiutare chi ha bisogno proprio in questi giorni di freddo penso a chi è senza casa e non ho parole. Mi hai anche ricordato della mela che mia mamma mi preparava sempre sul comodino, lieti momenti.
    ,

    1. Cara Antonella, rieccoci!!!!! “Lieti momenti”, scrivi, che bella espressione, una coperta calda in questa giornata buia e fredda..Grazie!!!! A presto!!! Un grande abbraccio!

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