Mala tempora currunt……

Ho atteso del tempo prima di scriverne…ma non voglio lasciare cadere la cosa…

Il 15 ottobre ci lasciava Jole Santelli, 51enne presidente della Regione Calabria.

Non la conoscevo ma la sua dipartita mi ha colpito tremendamente per le modalità… La Governatrice aveva un cancro ma è morta all’improvviso… Quando ho letto come, mi si è stretto il cuore… “Emergono alcuni dettagli in merito alla morte del presidente della Regione Calabria Jole Santelli, prematuramente scomparsa nella notte all’età di 51 anni. Secondo quanto si apprende da fonti mediche che hanno visto il corpo, la donna sarebbe morta per un’emorragia interna causata dalle patologie tumorali di cui soffriva da tempo. E’ stato il domestico che presta servizio nella casa a trovarla sul divano della sua abitazione di Via Piave, a Cosenza. L’ora della morte sarebbe da stimare dopo la mezzanotte, qualche ora prima del suo ritrovamento all’alba” (Fonte, Strettoweb.com).

Alcune parole mi martellano nella testa: emorragia interna, divano di casa, mezzanotte, ritrovamento all’alba, collaboratore domestico….

Non riesco a fare a meno di pensare che Jole Santelli sia morta da sola, sul divano di casa, a mezzanotte; non so con che tempistiche e spero che non abbia sofferto….non posso immaginarla agonizzante, da sola, che non riesce nemmeno a raggiungere il telefono per chiedere aiuto…. l’allarme lo dà ore dopo il collaboratore domestico. Questo racconto  mi fa percepire tutta la solitudine di questa donna e, passata la tristezza, fa montare la rabbia in me: ma quanto devono ancora pagare le donne per aver scelto la carriera e il potere?????????

Avete mai letto di un politico uomo che muore a 51 anni da solo in casa??????? NO, non ne avete sentito parlare perchè sono ancora le donne, che all’alba del 2021, pagano questo prezzo così alto alla scelta di votarsi alla carriera…pagano un prezzo altissimo per rivestire posti di potere…..Questo mi viene da dire leggendo come è morta Jole Santelli.

Ma non è finita qui…leggo che una professoressa ligure commenta l’accadimento sul suo profilo facebook scrivendo “evviva, una mafiosa in meno, speriamo che chiami anche Silvio” ed elenca altri nomi…..La docente si rallegra della morte di Jole Santelli che definisce mafiosa e si augura che chiami a sè altri politici italiani, si vanta di appartenere ad un certo movimento politico e al gruppo scout del suo paese. Tutti prendono le distanze.

Ma dico..

Ricordo nel 2001 quando cadero le torri l’Occidente inorridire davanti alle danze di alcuni estremisti che esultavano…sono passati poco meno di vent’anni e il progredito occidente è diventato uguale, esulta sui social per la morte di una persona senza vergogna, senza ritegno solo perchè appartiene ad un altro credo politico e perchè la si ritiene mafiosa……

mah…….

Come dicevano i latini e come ripete spesso mio papà, mala tempora currunt…

19 commenti su “Mala tempora currunt……

  1. Cara Giovanna, su questo tema mi sento particolarmente chiamato in causa sia in quanto calabrese e sia in quanto dipendente della Regione Calabria.
    Devo dire che per la maggiorparte di noi calabresi è stato un momento molto triste. D’altronde quando muore una persona giovane e quando quest’ultima rappresenta anche una carica istituzionale è sempre un momento di dolore!
    La signora Santelli (la quale ha ricoperto cariche istituzionali di governo), anche se per brevissimo tempo è stata un’ottimo Presidente di Regione. E’ stata una donna forte e di carattere che si è spesa per il suo territorio e sopratutto ha dovuto affrontare appena eletta il problema COVID.
    Purtroppo, le circostanze del caso l’hanno portata via in modo improvviso lasciando un vuoto sia di carattere personale che amministrativo.
    Ebbene si è morta da sola in quanto viveva sola. Su questo punto però devo dire che sono un po in disaccordo con te Giovanna in quanto a mio avviso, non si tratta di essere uomini o donne, ma piuttosto si tratta di scelte di vita.
    Ognuno di noi decide di se stesso, come vivere e con chi condividere la sua esistenza. Lei aveva fatto la scelta di dedicarsi alla politica e di non formarsi una famiglia. Tuttavia era a conoscenza del suo male ancor prima di essere eletta, forse la patologia è stata un po sottovalutata dai medici che le hanno accordato la candidatura ma ne era consapevole. Certamente il fatto di rimenere sola la notte con un tale male non era da sottovalutare.
    La cosa che invece maggiormente mi colpisce è il post pubblicato su facebook dall’insegnante ligure. L’episodio ha una doppia gravità, la prima perchè lei essendo una docente trasmette nozioni negative e di odio quindi dando un esempio negativo ai ragazzi ; la seconda è che ha giudicato una persona solo dalla provenienza geografica seguendo un luogo comune.
    Ora non mi voglio dilungare su questo episodio in quanto lo stesso ne mi tocca e ne merita di essere commentato vista la pochezza dimostrata dal soggetto, ma una cosa è certa e cioè che il modo di pensare non è ne del sud e ne del nord, ma è delle persone. Ricordo che il mio professore di storia del pesniero economico dell’Università diceva: è una fortuna che l’essere umano crepi, perchè solo crepando muoiono con lui le idee negative ed i modi di pensare anacronistici.

    1. Carissimo Antonio,
      grazie di cuore per il tuo contributo al quale sento di non dover e di non voler aggiungere nulla.
      Grazie per la tua testimonianza!!!
      Un caro saluto e a presto!!!!

  2. Mi dispiace molto per la perdita di questa bella persona che si stava dando molto da fare. Triste il fatto di essere sola , di essere probabilmente restata sola in questo ultimo periodo, a volte quando non c’è più aria di festa alcuni amici spariscono, spero che almeno per lei non sia andata cosi. Impensabile chi le le ha dato della mafiosa, incredibile , si proprio brutti tempi.

  3. …. mi piace citare De Andre’
    ” dal letame nascono i fiori … ”
    Parliamo del fiore !
    Antonio F. ti ho letto e condiviso !
    Una persona di tale portata, uomo o donna che sia, non può essere paragonata a nessuno …
    È un numero primo … e come tale se ne è andata !
    Grande dignità!
    Il dolore, il cordoglio, la “pietas ” non fanno per lei !
    Il livore e l’invidia fanno invece parte dell’inevitabile sottobosco…
    Penso che donne come lei ce ne siano … non meno eroiche, anche se sovente rimangono nell’ombra.

  4. Ho sentito alla tv della morte di Jole Santelli e pe il solo fatto di avere 51 anni ed occupare una alta carica mi è spiaciuto davvero tanto.
    Poi svolgeva il suo lavoro con passione e saggezza a detta di molti.
    Ognuno ha le sue idee in generale ed in politica ma quelle persone che scrivono quelle cattiverie su qualsiasi persona ho solo una qualifica SONO IGNORANTI e con la loro ignoranza scrivono scemenze e cattiverie.
    Basta ignorare!
    Saluti cari a presto.

  5. Ho ascoltato la notizia al tg.
    Jole Santelli, 51 anni donna ed essere umano anzitutto, ancor prima di ri-coprire le cariche Istituzionali, sua scelta di vita è stata dedicarsi a questo, e farlo con dignità, nonostante la sua malattia già in corso. Ha dato tanto alla sua Regione si è battuta tanto nel periodo covid 19. Mi è dispiaciuto ascoltare questa notizia, donna di grande carattere e forza. Ho anche ascoltato il “commento” dell’insegnante ligure, mi domando come fa a insegnare. Nn ripeto cio’ che ha detto nn ne vale la pena, e’ grave per la carica d’insegnante che ricopre, cosa insegna ai ragazzi? nn m’interssa a cosa o quale appartenenza ha, purtroppo è una donna e questo e’ ancora più grave, nn mi fa indignare, mi fa pena, e penso a quanto anche alcune donne, indipendentemente dalla regione di appartenenza, o altro, nn siamo solidali, neppure davanti alla morte dell’essere umano. Buona serata.

  6. Credo che le parole di Leonida Repaci parole possano aiutarci a comprendere meglio chi fosse questa donna….
    Io non mi sento di aggiungere altro.

    QUANDO FU IL GIORNO DELLA CALABRIA

    Quando fu il giorno della Calabria Dio si trovò in pugno 15 mila Kmq di argilla verde con riflessi viola. Pensò che con quella creta si potesse modellare un paese per due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un vigore creativo, il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro. Si mise all’opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi.
    Diede alla Sila il pino, all’Aspromonte l’ulivo, a Reggio il Bergamotto, allo stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Chianalea le palafitte, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l’olio, a Cirò il vino, a Rosarno l’arancio, a Nicotera il fico d’India, a Pizzo il Tonno, a Vibo il fiore, a Tiriolo le belle donne, al Mesima la quercia, al Busento la tomba del re barbaro, all’Amendolea le cicale, al Crati l’acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia l’oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo all’altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, all’onda il riflesso del sole.
    Diede a Cosenza l’Accademia, a Tropea il vescovo, a San Giovanni in Fiore il telaio a mano, a Catanzaro il damasco, ad Antonimina il fango medicante, ad Agnana la lignite, a Bivongi le Acque Sante, a Pazzano la pirite, a Galatro il solfato, a Villa San Giovanni la seta greggia, a Belmonte il marmo verde.
    Assegnò Pitagora a Crotone, Orfeo pure a Crotone, Democede pure a Crotone, Alcmeone pure a Crotone, Aristeo pure a Crotone, Filolao pure a Crotone, Zaleuco a Locri, Ibico a Reggio, Clearco pure a Reggio, Glauco a Reggio, Cassiodoro a Squillace, San Nilo a Rossano, Gioacchino da Fiore a Celico, Fra Barlaam a Seminara, San Francesco a Paola, Telesio a Cosenza, il Parrasio pure a Cosenza, il Gravina a Roggiano, Campanella a Stilo, Padula ad Acri, Mattia Preti a Taverna, Galluppi a Tropea, Gemelli Careri a Taurianova, Manfroce a Palmi, Cilea pure a Palmi, Alvaro a San Luca, Calogero a Melicuccà.
    Donò a Stilo la Cattolica, a Rossano il Patirion, ancora a Rossano l’Evangelario Purpureo, a San Marco Argentano la Torre Normanna, a Locri i Pinakes, ancora a Locri il Santuario di Persefone, a Santa Severina il Battistero a Rotonda, a Squillace il Tempio della Roccelletta, a Cosenza la Cattedrale, a Gerace pure la Cattedrale, a Crotone il Tempio di Hera Lacinia, a Mileto la Basilica della Trinità, a Santa Eufemia Lamezia l’Abbaziale, a Tropea il Duomo, a San Giovanni in Fiore la Badia Florense, a Vibo la Chiesa di San Michele, a Mileto la Zecca, a Nicotera il Castello, a Reggio il Tempio di Artemide Facellide, a Spezzano Albanese la necropoli della prima età del ferro.
    Poi distribuì i mesi e le stagioni alla Calabria. Per l’inverno concesse il sole, per la primavera il sole, per l’estate il sole, per l’autunno il sole.
    A gennaio diede la castagna, a febbraio la pignolata, a marzo la ricotta, ad aprile la focaccia, a maggio il pescespada, a giugno la ciliegia, a luglio il fico melanzano, ad agosto lo zibibbo, a settembre il ficodindia, a ottobre la mostarda, a novembre la noce, a dicembre l’arancia.
    Volle che le madri fossero tenere, le mogli coraggiose, le figlie contegnose, i figli immaginosi, gli uomini autorevoli, i vecchi rispettati, i mendicanti protetti, gl’infelici aiutati, le persone fiere leali socievoli ed ospitali, le bestie amate.
    Volle il mare sempre viola, la rosa sboccia anche a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi pingui, l’acqua abbondante, il clima mite, il profumo delle erbe inebriante.
    Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza in cui entrava la compiacenza del Creatore verso il capolavoro raggiunto. Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, il feudalesimo, le fiumare, le alluvioni, la peronospera, la siccità, la mosca olearia, l’analfabetismo, il punto d’onore, la gelosia, l’Onorata Società, la vendetta, l’omertà, la falsa testimonianza, la miseria, l’emigrazione.
    Dopo le calamità, le necessità: la casa, la scuola, la strada, l’acqua, la luce, l’ospedale, il cimitero. Ad esse aggiunse il bisogno della giustizia, il bisogno della libertà, il bisogno della grandezza, il bisogno del nuovo, il bisogno del meglio. E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro, toccò a lui prender sonno, mentre si svegliava il Signore.
    Quando aperti gli occhi, poté abbracciare in tutta la sua vastità la rovina recata alla creature prediletta, Dio scaraventò con un gesto di colera il Maligno nei profondi abissi del cielo. Poi lentamente rasserenandosi disse: «Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro parabola. Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io l’ho voluta. La sua felicità sarà raggiunta con più sudore, ecco tutto. “Utta a fa juornu c’a notti è fatta”».
    Una notte che contiene già l’albore del giorno.

    Leonida Repaci

    1. Lidia carissima, grazie, grazie, grazie…..grazie per il tuo tributo a questa meravigliosa terra così poco compresa e così tanto bistrattata….

    2. Grazie Lidia per la testimonianza che porti e per la quale, da ignorante accanito che sono, non ne conoscevo i contenuti.
      Prescindendo dalla tragica morte della signora Santelli, la Calabria in effetti, per quanto se ne possa dire, rispecchia pienamente le parole di Leonida Repaci.
      Sono tante le cose sconosciute che afferiscono a questa Regione e tra le tante, e molti non lo sanno, il fatto che da qui arriva la parola Italia, che prende il nome dall’antico popolo degli Itali stanziato sulle coste di Catanzaro.
      Grazie a Giovanna per aver aperto questo post sulla Calabria anche se per un motivo nefasto.

      1. Grazie a te Antonio
        Un abbraccio in attesa di sapere se le nostre regioni saranno legate dal filo rosso di un nuovo lockdown

  7. Ci risiamo l’hai nominato lockdown anche se con colori diversi, la Lombardia naturalmente rosso fiammante. nuovo dpcm e autocertificazione, la situazione nn è semplice, regna tanto caos. Si potrebbe aprire un altro libro, stando un velo pietoso. Ricordiamo che dalle 22 alle 5 del mattino coprifuoco ! ☺

    1. Ciao Dani!!!!
      Grazie per la puntualità con la quale partecipi al cerchio intorno al fuoco!!!
      Un grande, grande abbraccio!!!!

  8. Ciao Gio, volevo scrivere anch’io due parole riguardo Iole Santelli ( anche se un po in ritardo).È spiaciuto anche a me sapere della sua morte così improvvisa, anche se la conoscevo poco. L’ho vista , per la prima volta , in televione invitata x parlare del fatto che lei voleva aprire tutte le attività, ancora chiuse x lock down,della sua regione..Voleva sfidare il governo, ma quest’ultimo non glielo permise. L’ho trovata una persona molto decisa ma pacata e rispettosa nell’esprimere il proprio punto di vista .Si notava come fosse molto legata alla sua regione. Ho biasimato quel giornalista che si era permesso di scrivere che, la Santelli, aveva manie di protagonismo , mi chiedo se avrebbe scritto la stessa cosa se non fosse stata una donna. Che triste saperla sola il quel brutto momento..

    1. Cara Olga che bello che hai lasciato il commento….non c’è un tempo entro il quale scrivere…..anzi lo ricorderò anche agli altri amici del cerchio intorno al fuoco.
      Un abbracciooooooo

  9. Leonida Rapaci ha descritto la Calabria ha scritto un pezzo veramente bello, particolareggiato e soffermandosi capillarmente nella descrizione di questa Regione, tanto “maltrattata” ma stupenda, forse, sono stata in Calabria, le persone ti danno l’anima, sono “fisiche”, mi ricordo che avevano preparato un pranzo iniziato alle 15.00 finito alle 20.00, poi si cena nn prima delle 22.00 ero andata d’estate con amici, i parenti di questo amicio si facevano in 4. I pescatori con le reti, il pesce fresco… o posto meraviglioso, abbiamo gioielli che il mondo d’invidia, alla Calabria io aggiungerei la Sicilia, altra regione stupenda, altri posti meravigliosi. I giardini Nacxsos, Taormina, senza dover spendere uno stipendio per un gelato o un ristoro, o bronzi di Riace. La storia di qs due regioni, anche a livello linguistico nn sono da poco, sono Storia. Ci voleva il Cobid 19 e una pandemia per farci fermare e riscoprire le bellezze della nostra nazione, parlo di cio che offre delle bellezze naturali delle persone il mare i cibi e i dolci. Speriamo della Lombardia di poter presto tornare in questo luoghi e assaporare ancora di più ciò che per ora, ci è momentaneamente sospeso di fare. La situazione lo richiede, il rispetto delle regole a oggi è giusto, anche se nn capisco la corsa all’acquisto dei cicli e biciclette, quando mancano i medici gli infermieri, le garze, disinfettanti; facciamo taglia e cuci per le meditazioni da decubito le fasce i nastri cerotti, altra perplessità i vaccini antinfluenzali: i medici di famiglia hanno 30 dosi poi diventeranno 20. Io sono pz. Cronica devo andare in sta se nn asst perché nn sono nella lista cronici del mio medico? Senza polemica potevo capire lo scorso ferbbraio marzo…. . Questo nn lo capisco, nn erano preparati, ma compra sti benedetti vaccini antinfluenzali, nn mi faccio l’antinfluenzale con il ciclo elettrico o con la bici, o dai una quota per gli uno e una quota per le altre. E quanti incidenti a Milano perché gli “idioti” di turno nn rispettano le regole stradali, e gli “imbecilli” che hanno incentivato per l’acquisto dei beni stradali, si accorgono adesso che dovranno regolamentare l’uso dei cicli su strada, con patentino e siciramente assicurazione. E poi come vengono parcheggiati, qui però c’è la mancanza assoluta di educazione civica e buonsenso delle persone Dulte ragazzi e chi ne fa uso. Nn può farne uso più di una persona, ne vedi in due se nn tre. Sarò cattiva nn auguro il male, ma a volte penso che per capire ci debbano sbattere la testa. Senza romperla. Bella la Sicilia e la Calabria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *