Tarassaco e streghe, un fiore dalle tante proprietà e dai mille significati

Fiori di malva, foto di Giovanna Samà

Carissimi amici del cerchio intorno al fuoco, bentrovati!!!!

Ho letto con interesse i vostri contributi al post sull’aneto e le piante aromatiche e raccolgo volentieri l’invito a parlarne ancora.

Prima mi piace riepilogare il vostro apporto non solo sulle piante aromatiche ma più in generale sull’uso di erbe e piante in cucina, in cosmesi e per curarsi da piccoli malanni:

  • Marcello ci ha raccontato delle grappe della sua mamma, quella al pino mugo per il mal di denti e quella dagli ingredienti segreti per digerire;
  • Rosa ci ha confidato di conoscere ed usare l’aneto per cucinare il pesce al quale a volte sostituisce l’origano in quanto più delicato;
  • Mirsi ci ha fatto conoscere suo nonno che curava le infezioni della bocca con la salvia e la tosse con l’assenzio;
  • Tina ha posto l’attenzione sulla malva, in questi giorni ancora presente nei nostri prati;
  • Andrea ci ha fatto venire l’acquolina in bocca con la sua frittatina con silene vulgaris (sono andata a cercarla in internet e ho scoperto che è una pianticella con un rigonfiamento che da bambini ci divertivamo a far scoppiettare con una tecnica particolare) e col suo risotto con spinaci selvatici che, non so perchè, mi ha fatto pensare ad un cinghiale con fiori di lavanda servitomi al ristorante tanti anni fa;
  • Olga ci ha ricordato rosmarino, salvia, alloro, il risotto con le ortiche e quello coi petali di rosa ai quali preferisce quelli più classici con funghi, salsiccia e verdure.

Grazie a tutti, dunque! Ho imparato molte cose grazie a voi!!!!

Oggi vorrei porre l’attenzione sul tarassaco (Taraxacum officinale), in quanto si tratta di una pianta erbacea perenne, quindi reperibile anche in questo momento dell’anno, e presente su tutto il territorio italiano, quindi reperibile dalla gran parte degli amici intorno al fuoco.

E’ quel fiore giallo che si vede facilmente nei prati, che è chiamato anche “soffione” (perchè ad un certo punto si presenta come una sfera fatta di soffici piumini) o “dente di leone”; le sue foglie sono dette “cicoria selvatica”. I fiori si chiudono al tramonto e si riaprono all’alba.

Il tarassaco ha proprietà digestive e diuretiche, fiori e foglie vengono mangiati in insalata insieme ad altri ingredienti poichè il tarassaco è amarognolo; le foglie vengono usate anche per frittate, risotti, ripieni di torte salate e persino di ravioli. Attenzione però io non raccolgo e non cucino erbe se non sono sicura di averle riconosciute correttamente e di saperle utilizzare correttamente, il mio è semplicemente uno stimolo culturale non un incitamento alla raccolta e al consumo!!!!!

Una curiosità, con le radici del tarassaco si ottiene un’ottima alternativa al caffè (si può trovare il preparato già pronto in erboristeria).

Personalmente amo tantissimo il miele di tarassaco, ha un sapore, un colore e una consistenza unici!!! Quando lo assaporo mi sembra di mangiare un fiore e per un attimo mi sento un’insettina, un’ ape, un bombo avvolto di polline dorato…insomma mi sento parte della natura!!!

Nel linguaggio dei fiori, il soffione simboleggia la forza, la speranza e la fiducia. Si racconta che Teseo mangiò per 30 giorni di fila solo denti di leone allo scopo di accumulare abbastanza forza e fiducia per affrontare e sconfiggere il Minotauro.

I fiori di tarassaco sono legati ai temi del viaggio e del distacco, del lasciarsi andare al flusso della vita. Questo fiore, inoltre, è sempre stato collegato alla prosperità e alla fortuna. In passato si aggiungeva un dente di leone al bouquet della sposa per augurare ricchezza e fortuna alla coppia.

Il ciclo del soffione richiama anche l’alternanza tra giorno e notte, sole e luna: inizialmente, infatti, il dente di leone è giallo e dorato, proprio come il sole, in seguito si trasforma in una candida sfera simile a quella lunare.

Si ritiene che il tarassaco aiuti ad essere accettati e benvoluti, per questo si usava strofinare il fiore sul corpo, questa pratica era usata persino dalle streghe al fine di farsi accettare dalle persone.

Infine  il soffione viene considerato un ponte con l’al di là.

Interessante, vero??????

Aspetto i vostri contributi con trepidazione!!!!!!!!

Giovanna

 

12 commenti su “Tarassaco e streghe, un fiore dalle tante proprietà e dai mille significati

  1. Due domeniche fa mi trovavo a casa di mio fratello ed ho notato che aveva messo a bollire , sul fornello, un po d’acqua con delle foglie selvatiche. Gli ho chiesto cosa fossero e mi ha risposto che si trattava proprio delle foglie del tarassaco ( non sapeva però che di chiamassero così) e mi ha poi invitato a bere questa ‘ tisana” dato che avevo problemi di digestione..Io, però , non ho avuto il coraggio di assaggiarla xché,nonostante sia un appassionato di erbe, non so fino a che punto mio fratello le conosca bene. Invece , tutto sommato, devo ammettere che conosceva bene questo tarassaco. Complimenti a lui.

  2. Ciao Olga!!! Bentrovata!! Grazie per il tuo commento che mi fa capire che ancora queste conoscenze non sono andate perdute e che ancora qualcuno cura con le erbe e con le piante piccoli malanni…
    Un abbraccio a te e uno anche a tuo fratello!!!

  3. Sul Taraxacum officinale sono preparata!

    È molto conosciuto, sin dalla più remota antichità viene menzionato in tutti i trattati di erboristeria, In tempi moderni direi talvolta anche eccessivamente…..
    Fortuna mia, dalle mie parti prospera in abbondanza!

    Come medicinale si utilizza soprattutto la radice, ma tutta la pianta può essere impiegata come rimedio contro il mal di fegato e la cirrosi nella fase iniziale. Inoltre è diuretico e lassativo.

    Mi accodo a quanto già scritto aggiungendo solo che con i fiori si può preparare una marmellata dal sapore molto gradevole. Difficile da conservare anche in vasetto di vetro sterile, va consumata in breve tempo. Ha un sapore dolce, chi richiama il miele appunto, essendo ricavata da fiori.

  4. Bello questo argomento!!! Io con mio Papà ( tuo Zio) andavo a raccogliere i “raperonzoli” e i “ligabosc” … A volte mi portava gli asparagi selvatici che credo siano l’inflorescenza del pungitopo, che non ho mai apprezzato… Ho imparato a gustarli solo poco prima che mancasse… Ore ne vado matta! Tra i ricordi più belli e vividi che ho di lui ci sono le lunghe passeggiate, io e lui soli alla ricerca di queste erbe, quando era già ammalato nei boschi dietro casa…

    1. Carissima Bruna, grazie, grazie per questo ricordo dello zio….
      Un abbraccio!!!!

      p.s.: andrò a documentarmi sulle erbe che hai menzionato. Un bacio!!!

  5. Io ho sempre saputo che il tarassaco è un diuretico elimina i liquidi mi ricordo che nonno lo mangiava sempre x la ritenzione sbollentato e fatto andare con olio aglio e peperoncino è più gradevole quello selvatico e più buono io ogni tanto lo compro quando ha il fiorellino giallo vuol dire che siamo alla fine della sua stagione se poi si beve il suo brodo ovviamente senza sale è un tocca sana gambe più snelle ciao tesoro

  6. Ciao Giovanna argomento molto interessante e che mi incuriuscisce.
    Mi piacciono le piante selvatiche ma non ho mai avuto occasione di approfondire l’argomento.
    Seguirò con attenzione le risooste così da imparare.
    Sempre grazie un bacio.

  7. La vera cicoria raccolta dai nonni ma anche da me ,non è il tarassaco. Se il tarassaco viene raccolto quando c’e il fiore la foglia è molto dura ed è molto amara ,e bisogna tenerla almeno mezza giornata in acqua cambiando spesso .invece la vera cicoria ha la fogliolina pelosina ed è molto meno amara ,io ne vado matta e la raccolgo tutti gli anni per amore dei miei nonni .il tarassaco lo guardo per la bellezza del fiore. Al mio paese lo chiamavano fiore di ciuccio,e cioè fiore d’asino .un’altra piantina che io raccolgo e ne vado matta e lo stridolo.

    1. Carissima MariaRosa, che bello leggerti!!!
      Grazie per le tue precisazioni che ci aiutano a diventare più “esperti”…
      Andrò a vedere cos’è lo stridolo!!
      Un abbraccio!!!

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