Dura lex, sed lex

Buongiorno cari amici del cerchio intorno al fuoco!!!

Avevo pensato di non scrivere sulla tragedia di Margno, di stare in silenzio a cercare di capire ma non ce la faccio, sento il bisogno di provare ad arrivare insieme a voi là dove una sola mente e un solo cuore faticano ad arrivare….

Oggi mi siedo nel cerchio, lascio che il mio sguardo segua le scintille che si dipartono dalla fiamma e salgono verso il cielo, come le anime quando lasciano il corpo e tornano a Casa e provo a riflettere insieme a voi su qualcosa di incomprensibile, un padre che uccide i propri figli e poi si suicida… leggevo proprio oggi che ai suoi funerali erano presenti dieci persone, giusto i familiari…

In Cielo come le scintille del nostro falò, sono volate le anime dei gemelli e la sua, quella dell’uccisore suicida; qui sono rimaste una madre distrutta e tante famiglie sconvolte.

Cosa si può dire? Niente. Sulle persone coinvolte in questa tragedia non posso dire niente, non le conoscevo. Posso parlare di me, dei miei quasi venti anni di avvocatura durante i quali ho seguito tantissime separazioni ed altrettanti divorzi estenuanti al punto da farmi decidere, ad un bel momento, di non seguirne più… pensate, erano estenuanti per l’avvocato figuriamoci per le persone coinvolte!! Non ho mai creduto nelle separazioni “facili”, le separazioni “facili” non esistono per definizione, se esistessero le “separazioni facili” le persone, forse, addirittura non si separerebbero… Quello della separazione è un momento drammatico che tocca in profondità le persone e scava dentro di loro e mostra loro aspetti sconosciuti di se stessi e del partner…  Il sistema non si fa carico in alcun modo di questo dramma interiore e tratta la separazione nei suoi aspetti “esteriori”, quello economico, dell’affidamento della prole…. Ci si divide quello che c’è, ci si riorganizza in base alle norme del sistema… il sistema. il sistema è umano? Certamente la giustizia è amministrata da persone ma è per questo umana???? Una delle ragioni che mi hanno spinto a lasciare l’avvocatura è la difficoltà a rispondere ad una domanda: dov’è l’uomo nel sistema giustizia??? Dove si colloca??? Che valore ha????? Il sistema è per l’uomo o l’uomo è per il sistema????

La vicenda di Margno si colloca all’interno di una separazione coniugale legale, questo dato non può essere ignorato e, a mio avviso, deve essere tenuto in grande considerazione per avviare una riflessione profonda su come il sistema gestisce questi momenti delicatissimi della vita delle persone. Io credo che qualcosa vada cambiato.

Voi cosa ne pensate?

Un abbraccio

Giovanna Samà

24 commenti su “Dura lex, sed lex

  1. Cara Giovanna,

    tutti noi siamo rimasti profondamente colpiti per questo ennesimo dramma che ha coinvolto direttamente la nostra comunità.
    È difficile e quasi impossibile giudicare… perché nessuno di noi conosceva questa famiglia.
    Una drammatica e folle vicenda che si è esaurita in brevissimo tempo… ma che è stata freddamente e ferocemente pianificata dal suo insano esecutore.
    MOLTO DEVE CAMBIARE.!!!
    Noi uomini, la nostra cultura, il nostro essere persone civili democratici formatori educatori figli fratelli padri mariti nonni che crescono insieme all’altro genere figlie sorelle fidanzate mogli madri e nonne con gli stessi diritti di cittadinanza di crescita e civiltà.
    Nessuno di noi è padrone dell’altro e può disporne a proprio uso e scopo.
    L’educazione di base dalla famiglia i genitori la scuola le vere amicizie la chiesa per chi è credente il lavoro dove ognuno ricava da vivere.
    Infine la società dove convergono e si convogliano le azioni di tutti.
    Da dove è scaturita tanto calcolo e tanta criminale freddezzaere e ferocia??
    Non è non era malato… Quale mente può arrivare a tanto male e cattiveria a sopprimere le tue innocenti creature?
    CHI compie tali atti non merita di rientrare nella Comunità Civile… non sono più persone e non meritano di essere ricordati tali.
    È NECESSARIO AGIRE SUBITO!!!
    NON ASPETTIAMO LA PROSSIMA TRAGEDIA!!!

    1. Carissimo Sergio, bentrovato!!!
      grazie per i tanti spunti di riflessione che proponi.
      “Nessuno di noi è padrone dell’altro e può disporne a proprio uso e scopo”, così scrivi…quanta possessività c’è nel nostro volerci bene?
      Scrivi anche che chi compie questi gest non è più una persona…argomento interessantissimo, mi domando, ne siamo sicuri?
      Ti abbraccio!

  2. Quello che colpisce in questi casi di omicidio ~ suicidio è prima di tutto l’impossibilità di trovare una spiegazione, per quanto assurda, a un gesto così mostruoso, e nel contempo l’impossibilità di fare giustizia, impossibilità entrambe dovute alla scomparsa dell’autore stesso. Ciò ci lascia immersi in un senso insieme di rabbia e di sconforto. Tante tragedie o atti criminali a mio avviso sono dovuti alla totale mancanza di senso che è il marchio della società del nostro tempo: mancanza di valori sicuramente, ma forse prima di tutto mancanza di senso del limite e delle proporzioni. A questa categoria si può ascrivere l’aggressione avvenuta a Jesolo a uno straniero quasi ucciso di botte per avere solo molestato i clienti di un bar. E dietro a tutte queste carenze io intravedo la società consumistica che ha fatto assumere enorme importanza a tanti beni materiali facendo dimenticare quali sono i valori profondi della vita.

    1. Giorgio carissimo, ciao!!! Bentrovato!!!! Quanti spunti proponi per andare a fondo di questa inspiegabile vicenda umana…grazie!
      L’impossibilità di trovare una spiegazione, l’impossibilità di fare giustizia (ricordiamo che la morte del reo estingue sempre il reato anche quando non è suicida),la mancanza di senso che connota la nostra società….
      Grazie per il tuo contributo alla nostra riflessione! A presto!!

  3. Un pezzetto è partito, nn so se è arrivato …. stavo dicendo anche se sono piu’ le convivenze dei matrimoni. Il punto nn e’ convivenza o matrimonio. Quando nn si accetta che la libertà della persona ha un valore INESTIMABILE – AMARE SENZA POSSEDERE, questo riguarda anche i figli, una madre li mette al mondo il padre accoglie, ma nessuno dei due li possiede; questa realtà nn riesce a entrare quasi mai nella testa e nel cuore uomo donna che sia, perché diciamolo chiaramente, anche le donne quando cI si mettono nn sono da meno. Parli di separazioni difficili. la “LIBERTÀ ” dell’uomo e della donna, l’argomento che hai preso è ambivalente. Una madre che mette al mondo figli, si da per scontato che lo ama, eppure anche le madri uccidono. Sicuramente lo Stato è ancora indietro in questo argomento, le leggi nn tutelano, ne madri e da poco i padri, qualcosa è cambiato, ma è pochissimo. Colpisce perché è successo a Margno, ne sono successo altrettanti, anche le madri arrivano a questo punto per possesso. Uomo donna che sia che si sposino o convivano o quello che vuoi, nn partono mai dal presupposto del nn possedere, l’AMORE NN È POSSEDERE E NEPPURE I FIGLI NN SI POSSIEDONO, si AMANO. In questo caso il marito, se effettivamente c’era in corso o nell’aria la volontà di separarsi da parte della moglie, si è portato via tutto. Le madri lì portano in grembo, si sa che fra madre e figli già nel grembo si instaura un rapporto, MA NN DÌ POSSESSO. Io provo pietas per questa donna, ma provo la stessa pietas quando è la donna a portarsi via tutto. L’essere UMANO nn ha ancora imparato ad AMARE; poi si potrebbe anche dire se è una donna di FEDE ci sarà un motivo più Alto. Io vado a messa, sono stata catechista, solo silenzio davanti ad un dolore così. Il marito si è suicidato e al funerale pochissime persone, SOLO QUESTO SALTA ALL’OCCHIO, ma porca miseria !!! SI È SUICIDATO si è tolto la vita e ne ha portate con SE ALTRE DUE !!! Io GUARDO IN MODO OLISTICO. Penso a questa donna che stava chiedendo la “separazione” questa parola, che fa perdere la “TESTA”. L’AMORE fra un uomo e una donna e viceversa può finire, NN SI È CAPACI DI LASCIARE LIBERO L’uno o l’altro. SI ritorna sempre LÌ.

    1. Carissima Daniela bentrovata!!!!
      Grazie per aver ancora una volta dato il tuo contributo alla nostra riflessione comune. Amare senza possedere, scrivi… Quanto è vero e importante!!! E questo vale anche nei confronti dei figli, aggiungi…. Vero!! E poi ti soffermi sul dare per scontato che una madre ami i propri figli…è davvero così scontato?
      L’essere umano non ha ancora imparato ad amare, scrivi…sono d’accordo…
      Grazie cara Daniela!

  4. La mente dell’ uomo è insondabile, il male arriva ad uccidere i propri figli..in senso biblico direi che Satana ha occupato la mente depressa di questo padre, noi non sapremo mai cosa accadeva dentro le mura della famiglia felice o apparentemente felice, forse covava odio, tradimento, vendetta..2 angeli uccisi, una madre disperata, un padre suicida, che tristezza, ma nel loro karma cosa c’era, la loro crescita spirituale è stata distrutta, cerchiamo di capire le dinamiche emotive, rispettando le eterne verità del bene e del male… La pace sia con voi fratelli.

    1. Davide carissimo, mi associo a te, cerchiamo di capire e se non capiamo cerchiamo di rispettare le eterne verità di quello che noi chiamiamo “bene” e “male”…forse un giorno come umanità dovremo interrogarci sul valore spirituale dell’uno e dell’altro…forse…
      Ti abbraccio carissimo!

  5. La legge … che rottura di palle !
    Però se azioni o atteggiamenti altrui mi disturbano, allora sbotto :
    … ci sarà pure una legge !
    Insomma :
    non è giusto che gli altri mi disturbino !
    … anche se vorrei non avere limitazioni al mio
    agire !
    Sempre più mostriamo insofferenza verso le regole,
    anche se sovente proferiamo la fatidica frase :
    ” non è giusto ! ”
    questa è, Giovanna, la prima reazione al titolo da te proposto.
    Poi introduci il caso, proponendo una silenziosa riflessione ( doverosamente silenziosa … ) su quanto si è incresciosamente verificato .
    Come giudicare un evento simile, secondo quale criterio?
    Chi siamo noi per giudicare … noi indotti a sempre maggior insofferenza ?
    Quale consapevolezza può indurci a manifestare un parere che, seppur coscienzioso, rischia di non essere coerente ?
    Se da un lato il crescente disgregarsi delle famiglie richiede un aggiornamento del nostro sistema e delle relative norme, dall’altro non si può ignorare il disorientamento che attualmente pervade le nostre istituzioni.
    Insomma :
    … dallo sbandamento morale dei singoli, alla deriva dell’intero sistema …
    Chi sarà il nocchiero che imporrà una nuova rotta capace di ridarci fiducia ?

    1. Carissimo GianMaria, eccoti!!! Bentrovato! “Sempre più mostriamo insofferenza verso le regole”, scrivi…… e concludi “…dallo sbandamento morale dei singoli, alla deriva dell’intero sistema …Chi sarà il nocchiero che imporrà una nuova rotta capace di ridarci fiducia ?”
      Ai posteri l’ardua sentenza!
      ti abbraccio!

  6. Questo si chiama figlicidio, sarebbe adatto rileggere sulla mitologia di “Saturno che divora i figli”. La drammaticità dell’inconscio quando il “mi sento a pezzi” sente di perdere il potere, l’identità, il protagonismo della mamma, della famiglia della società.

    Per me questa terrificante malattia non c’entra con la separazione delle copie. Benesi con la propria frammentazione dell’io, uomo o donna chi sia.

    Dal 1973, l’Unesco ha fondato Figlium International a Parigi, ci sono stati diversi tentativi di creare filiali basate sugli stessi principi in tutto il mondo, l’avvio è stato complicato e Figlium è rimasto un semplice tentativo ripetuto in pochi paesi.
    Abbiamo bisogno di tanti succursali di Figlium e direi d’obbligo nelle scuole, alla portata di tutti i cittadini.

    1. Carissima Ingrid, grazie! Grazie per il tuo contributo, parli di frammentazione dell’io e del progetto Figlium che non conosco e che andrò a cercare…Grazie mille carissima!!
      Un abbraccio!!!

  7. Cara Giovanna,il tema odierno è addirittura sconvolgente:la morte di due innocenti provocata dal loro padre,a sua volta segnato dallo stesso destino,avendo lui stesso posto fine alla sua esistenza.
    Quale sentimento potrebbe scaturire di fronte a tanto grande strazio di corpi e di anime,se non quello di un’incommensurabile pietà?
    Innanzitutto per le inermi vittime di una così efferata ansia distruttiva:chissà quale terrore avranno provato quei due angeli indifesi,nel vedersi avventare contro la forza brutale di un uomo in preda alla follia,il quale fino a poco prima li aveva ricolmati di mille attenzioni e circondati di tanto amore.
    Quindi per la madre dei bambini,che non rivedrà mai più i suoi figli,nè ascolterà più le loro voci,nè li abbraccerà e stringerà a sè i loro corpicini:quanto dolore ed angoscia,quanti attimi di tristezza incommensurabile,quante lacrime versate e notti insonni a vegliare,in attesa di un loro impossibile ritorno a casa.
    Infine per il papà dei piccoli,la cui mente si è ottenebrata e perduta,dimenticando la sapiente via maestra del perdono, disperdendosi nella valle del non senso,nella palude della recriminazione,nel fuoco ardente della passione incontrollata e furibonda, annientandosi e schiantandosi contro il muro ostile della vendetta.
    Tutto questo ho provato alla triste notizia della morte delle due povere creature e del loro infelice papà.

    1. carissima Sonia, grazie, grazie per la tua riflessione … parli di pietà.. ne ha parlato anche Daniela…. Di pietà ai giorni nostri non si parla più… forse dovremmo “rispolverarla”…
      Grazie carissima Sonia, ti abbraccio!!!

  8. Questa tragedia ha sconvolto tutti e ci ha fatto pensare con maggiore attenzione al senso della vita, della famiglia e dell’amore.
    Prima di noi però, la tragedia ha sconvolto le loro vite per sempre.

    Io dico solo che prima giudicare o prendere posizioni forti o eccessive come online qua e là si legge per questo caso, le cose andrebbero vissute sulla propria pelle per capirne il senso profondo. Poi nel caso parlare, se serve.

    Gesti di questo genere sono mossi dal dolore, dalla rabbia, dalla paura e dalla disperazione.
    L’amore è stato offuscato da forze negative.

    Il perdono è amore.
    Noi, spettatori e giudici di questa tragedia, ne siamo capaci?

    Quelli che restano hanno bisogno di senso del perdono e di amore, non di giudizi da tastiera.
    Hanno bisogno di bontà.
    Aiutiamoli a vivere.

    1. Carissima Lidia, grazie per il tuo accorato appello al perdono, all’amore, alla bontà…..
      Anche la “bontà” come la “pietà” invocata da Sonia e Daniela sta scomparendo dal nostro linguaggio e dal nostro vocabolario delle emozioni…
      Quando ero piccola la bontà era un valore decantato in tutte le favole della buonanotte, è ancora così?
      Ti abbraccio carissima!

  9. Purtroppo di queste tragedie è piena l’aria! La legge non c’entra! È L’io fuori controllo che esplode. L’uomo è libero di decidere di uccidere oppure no! L’uomo sa uccidere e lo fa. Linfanticidio c’è sempre stato! È la manifestazione più deleteria del potere! E tutti noi capaci di resistere alle pulsioni di morte ogni volta ci interroghiamo sul perché. Siamo esseri umani, siamo capaci di uccidere!

    1. Cara Melita, grazie per il tuo contributo!!! Siamo capaci di uccidere!!!! Questo ci ricordi, ne siamo capaci, sappiamo uccidere gli animali, il pianeta e anche i nostri simili, persino i nostri figli..ne siamo capaci…..e , come dici bene, uccidere è esercitare un potere..al punto che alcuni Stati si arrogano il diritto di uccidere in nome della giustizia……cos’è che impedisce alla maggior parte di noi l’esercizio di tale sconcertante potere???? Cosa fa sì che altri lo esercitino????
      davvero non so rispondere……..

  10. Credo proprio che non esistono separazioni facili, sono sempre delle piccole tragedie e lo sono ancor di più quando vi sono di mezzo dei figli. ma proprio x loro a volte si tenta l’impossibile cercando in tutti i modi di far funzionare un rapporto che purtroppo, invece, è ormai logoro. Succede anche l’opposto e cioè che proprio x tutelare i figli si arrivi a una separazione .Quando questo succede la cosa di trascina x lungo tempo, perché ( i dati lo confermono ) gli uomini fanno fatica ad accettare una separazione e si vendicano in tutti i modi. Anche la donna sa essere vendicativa ma lei lo fa con arguzia sottile plagiando i figli e diventando ossessiva nelle sue richieste ,di ogni tipo , nei confronti dell’ex marito. Fortunatamente non è sempre così, i figli portano ad essere più collaborativi e pazienti proprio x dare a loro un a certa serenità .
    La vicenda di Margno è una cosa inspiegabile, mi è impossibile pensare che un papà , pur non essendo in se, possa fare una cosa del genere.

    1. Carissima Olga, bentrovata…
      grazie per i tanti spunti di riflessioni….
      “La vicenda di Margno è una cosa inspiegabile, mi è impossibile pensare che un papà , pur non essendo in se, possa fare una cosa del genere”.
      Così scrivi e descrivi alla perfezione anche il mio stato d’animo.
      Ti abbraccio!

  11. Cara Giovanna argomento ultra delicato.
    Come mamma mi chiedo come con tanto amore ho voluto mia figlia mai e poi mai le farei del male.
    Sicuramente nel momento cruciale quel papà non sapeva quel che faceva e sicuramente non vedeva altra soluzione a chissà quali suoi problemi.
    Io ho lavorato per lo stato con giudici che trattavano separazioni e divorzi e ti assicuro che nessuno entrava nei problemi dei convenuti perché davano per scontato che quelle persone davanti a loro avevano già preso la loro decisione.
    Solo una cosa mi sembra ingiusta.
    Tu adulto ignorante o ammalato se vuoi ammazzati fallo pure ma non puoi decidere sulla vita degli altri soprattutto se sono bambini indifesi.
    Che Dio ti benedica per queste profonde riflessioni che ci proponi.

    1. Carissima Alberta, grazie per la tua riflessione e grazie per la tua benedizione.
      Anche tu parli del “potere di vita e di morte” che alcuni si arrogano sulla vita degli altri…..questo è un grande mistero…forse dovremmo come umanità ricominciare a chiederci il senso delle cose, prima di tutto il senso della vita….
      Ti abbraccio!!!!

  12. Certo che nn c’è un giudizio, e solo chi ha passato una separazione può capire cosa significa. Se poi ci sono figli diventa ancora più difficile. Se parlo è per cognizione di “causa” – una carissima amica c’è passata le sono stata accanto tutto il periodo. 4 anni di fidanzamento e 5 di matrimonio. Lei impiegata lui impiegato in banca, purtroppo solo dopo il matrimonio si è resa conto di come era lui; tornati dal viaggio di nozze vanno a fare la spesa, lei ha domandato quanto avevano speso, lui le fa notare -quanti ho speso- , in altro momento le dice che usa troppa acqua per pulire la casa, le blocca con il filo elettrico la rotellina centrale dell’ acqua calda; io stavo male per lei; un’altra volta si compra un cellulare, la mia amica era ed è indipendente economicamente, i suoi genitori le dicono che glielo regalano dicendole i soli un contante; arriva a casa, da vedere il cell al marito – il giorno dopo mi chiama dicendo che lui si è arrabbiato – la notte è andato a dormire in cameretta, e durante la notte ha frugato nelle borse, ha preso portafoglio bancomat lo ha spezzato in due, libretto degli assegni glielo ha fatto a pezzettini. Le ho detto ma nn è che ti controlla c/c i movimenti? detto fatto, conti separati, lui impiegato in banca la controllava ogni movimento che lei faceva. Lui nn voleva figli, lei gli diceva i figli nn è derto che arrivino, comunque era cosciente di questo fatto nn era un problema. Ma questo modo di controllarle nn andava bene, ha provato a parlarne con lui, un muro. Sono successi altri episodi…finché, dopo 5 anni lei se ne è andare di casa 2 volte per suscitare una reazione in lui, il nulla. Finché un giorno dopo tanti scrupoli e tentativi per salvare il matrimonio lo ha lasciato. Nn senza sofferenza- Mi diceva che aveva fallito, ma che così Nn poteva andare avanti. Lui nn ha fatto una piega, le ha chiesto solo se era sicura del passo che faceva – nn ha riposto. Un progetto fallito, nel mentre lui nel giro di un anno ha messo incinta un’ altra donna; erano in corso di separazione – la mia amica si è sentita “morire” peggio della separazione – passavamo le giornate lei a piangere e io e sostenerla, ne ha impiegato di tempo per riprendersi – lo ha fatto tribolare 2 mesi per il divorzio. Poi mi ricordo che mi disse – gli concedo il divorzio per la creatura che ha avuto, il bambino nn c’entra niente – nn è stato facile neppure questo passaggio – e distanza di anni – posso dire che aveva sposatoun uomo immaturo – lei lo definiva un ragazzotto. Dopo il divorzio lei ha chiuso completamente. Ha avuto la capacità di razionalizzare, anche se dentro era distrutta. Oggi è serena, mi ha dato il permesso di scrivere. Buona giornata

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