Essere o non essere…..questo è il dilemma…

Carissimi amici, bentrovati intorno al fuoco!!!!

I vostri commenti sono per me fonte di grande ispirazione…

Abbiamo toccato spesso il tema delle relazioni umane… è un tema che mi appassiona da sempre in tutte le sue declinazioni…

Ci siamo detti quanto relazionarsi gli uni con gli altri possa essere difficile ma anche arricchente…

In questo periodo guardo alle relazioni della mia vita e mi domando quanto corrispondano al mio modo di essere o di percepirmi… Cos’è una relazione? Come nasce? Si costruisce? Perché finisce?

Ho cercato in google la definizione di relazione interpersonale

“L’espressione relazione interpersonale o relazione sociale si riferisce al rapporto che intercorre tra due o più individui. Queste relazioni si possono basare su sentimenti (come l’amore, l’amicizia, la simpatia) come anche su passioni condivise e/o su impegni sociali e/o professionali”.

Interessante notare che la parola deriva dal latino “riferire”….. Cosa si riferisce in una relazione????

Mi domando perché certe relazioni sono così difficili e altre filano via che è un piacere, perché persone a noi vicine ci conoscono meno di persone lontane e cosa cerchiamo in una relazione: perché ci si sceglie? Perché ci si rifiuta?

E ancora….

Cosa significa essere amici? Cosa significa amare? Cosa vuol dire essere figlia? Madre? Sorella?

Cosa dite cari amici, proviamo a cercare qualche risposta insieme?

Vi abbraccio

Giovanna

37 commenti su “Essere o non essere…..questo è il dilemma…

  1. Ciao, Io penso che la parola relazione racchiuda tante sfaccettature.. come la parola amore. nella mia esperienza mi sono relazionata con tante persone e con ognuna di loro in un modo diverso la relazione che sia con la madre una sorella un’ amica un collega di lavoro si differenziano… l’esperienza che ho avuto ultimamente L’esperienza di un’amica che a volte senti poco telefonicamente ti vedi ancora meno per tutti i vari impegni che si hanno Ma c’è quella occasione in cui l’amica… ti sorprende perché ti conosce………… a volte molto di più dei tuoi familiari.. poi ci sono le relazioni di facciata quelle che in fondo non te ne frega niente… Forse perché nel diventare adulti si perde la leggerezza del pensiero del bambino di relazionarsi con gli altri in modo istintivo è libero da pregiudizi. le relazioni non sono mai facili di qualsiasi relazione si tratti… Ciao Giovanna.. Grazie… Laura

    1. Lauraaaaaa, ciaooooo!!!!!
      Grazie per il tuo contributo!!! Che bello leggerti!!!…mi porto via il “relazionarsi in modo istintivo e libero da pregiudizi”. A presto!!!

  2. Ciao Giovanna bellissimo e difficile argomento.
    Mi intriga molto.
    Per mia esperienza ti posso dire che ci sono persone lontane che mi capiscono più di persone vicine.
    Sono molto contenta di avere relazioni belle con persone con cui ci capiamo al volo.
    Lascio perdere quando capisco che con certe persone non c’è niente da fare.
    Complimenti ciao.

    1. Cara Alberta, bentrovata!!!
      Che bello leggerti!!!!
      Rilancio il tuo pensiero: “Lascio perdere quando capisco che con certe persone non c’è niente da fare”.
      Grazieeeeee! buona serata!!!

  3. Penso che relazionarsi con gli altri non sia sempre facile indipendentemente che sia un’amica , una sorella, una madre o un figlio. Sono sempre stata molto diffidente e non mi apro facilmente ad amici o conoscenti,mi preoccupo sempre di non offenderli e quindi non mi lascio andare volentieri.Poi ci sono le eccezioni xché amiche vere ce ne sono ,poche ,quelle con le quali puoi dire di tutto , senza problemi xché ti conoscono ,con loro sei sempre te stessa.Con i familiari é la stessa cosa anche con loro non ho bisogno di essere diffidente, mi fido ciecamente anche se abbiamo pareri diversi e quindi ci scontriamo spesso , ho sempre fiducia in loro,non me la prendo mai( mi è difficile stare arrabbiata). Penso che le relazioni migliori siano proprio con i famigliari parenti compresi .

  4. Trovarsi, incontrarsi capire che puoi avere amore, affetto, stima o riconoscenza.Tante domande ti sei posta Giovanna. Capire come sia difficile l’equilibrio tra quello che si dà e ciò che si riceve. Le amicizie del cuore si realizzano durante l’adolescenza , a me è accaduto anche nella maturità. Mi piace pensare che siamo amiche simili come due gocce d’acqua. Una di acqua salata e una di acqua dolce, ma l’importante è stato esserci sempre, aver saputo rinunciare e soffrire se necessario per ottenere quella amicizia che qualcuno in passato ha definito un “tesoro.”

    1. Carissima Paatrizia, bentrovata!!! Grazie per il tuo contributo, innovativa la tua immagine delle due gocce d’acqua dolce e salata!!! Ti abbraccio!!!

  5. Cara Giovanna,
    Questo è un tema davvero bello e complicato. Siamo esseri sociali e senza le relazioni non riusciamo a vivere . È un argomento molto lungo , ma mi soffermo solo su un punto. Come te, anch’io mi interesso al significato delle parole . Il sinonimo della parola relazione e la parola “rapporto’ derivante dal latino “apportare” ( portare presso) . È in disuso oggi, ma rende meglio l’dea di ciò che ognuno di noi fa in una relazione. Porta qualcosa all’altro. Molto bello e altruistico, non credi?
    È più semplice , invece, la scelta linguistica albanese che individua due radici per un significato “marredhenie” che letteralmente si traduce in “do e prendo’ , come d’altronde fa qualsiasi interconnessione personale .
    Un abbraccio
    Brizida

    1. Brizida ciao, bentrovata!!!! Grazie per il tuo contibuto così ricco; interessante la scelta della lingua albanese così come risulta interessante l’utilizzo del termine “rapporto” in alternativa a “relazione”. Wow! Grazie! Un abbraccio!!!

  6. Cara Giovanna
    Ti chiedi cosa sia una relazione. A mio parere una relazione non è altro che l’espressione di un sentimento, o meglio uno scambio di sentimenti. Una.sorta di rapporto dare/avere, che poggia sulle labili fondamenta di un equilibrio delicatissimo, il quale risulta di facile rottura e di difficile ricostruzione. Sono tante le dinamiche che intervengono in una relazione, esse lavorano in sinergia come componenti di una macchina perfetta, fin quando uno di questi componenti finisce per funzionare male o di rompersi. C’è chi sostiene che i poli opposti si attraggono, ma a mio avviso questo è un principio che vale soltanto in fisica, poiché se sei opposto, prima o poi divergi dall’altro. I poli opposti si attraggono solo perché uno dei due ha lasciato che la sua carica si sia affievolita a favore di quella dell’altro. Ma quando poi si acquista la consapevolezza di quello a cui si ha rinunciato, iniziano le.divergenze e gli allontanamenti. Quindi le relazioni durano solo se i poli sono uguali, se si condividono le stesse idee, gli stessi gusti, gli stessi sentimenti, altrimenti è solo un cedere o un prevaricare.
    Forse l’unica relazione in cui si da in modo incondizionato è quella con i figli, dove anche se a volte non ricevi nulla, riesci comunque a non allontanarti e a superare ogni divergenza.

    1. Carissimo Antonio, bentrovato!!!! Non aggiungo nulla al tuo commento così intenso e personale. Grazie per aver condiviso il tuo sentire anche, forse, con un filo di amarezza…mi sbaglio? Un abbraccio!!!

  7. Per quello che è la mia esperienza posso dire che l’unica certezza nelle relazioni, in qualsiasi relazione, la cosa importante per goderne appieno è accettare l’altro così com’è senza cercare di cambiarlo , con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti. Ho imparato , o almeno credo di avere imparato, che spesso dietro a persone spiacevoli o che non sopportiamo spesso si nascondono problemi e sofferenze profonde. Questo non vuol dire che dobbiamo essere amici di tutti ma per fortuna il mondo è grande e possiamo scegliere i nostri compagni di viaggio. Ma se davvero vogliamo coltivare relazioni profonde è importante accettare e non giudicare, anche se non è sempre facile, anzi. E soprattutto non aspettarsi nulla dagli altri perché questo è fonte di delusioni in quanto gli altri non sono come noi… Quello che mi aspetto io, è diverso da quello che si aspetta”l’altro” da me… È un argomento sul quale si potrebbe parlare per ore… In poche righe non penso si possa esprimere quello che si prova a riguardo… Comunque grazie ancora una volta a Giovanna per questo spunto di riflessione!!

    1. Bruna carissima, ciao!!! Bentrovata!!! Grazie, grazie per aver donato tanti spunti di riflessione… Poni l’accento sul non giudicare, sul non aspettarsi nulla, sull’accettare l’altro così com’è… Anche se a volte è davvero difficile anche io sono convinta che la cosa migliore sia lasciar essere…e lasciarsi essere….
      Ti abbraccio!!!

  8. Bellissimo argomento! Brava Giovanna!
    Io amo relazionarmi con gli altri, molti fanno un pezzettino di strada con me, molti un pezzo più lungo, per me dipende molto dai tipi di relazione, ci sono relazioni in cui rimango molto in superficie e mi appagano così, sono piacevoli.
    Ci sono relazioni più profonde, che però portano prima o poi al conflitto, e sta a me accettare. A volte il conflitto è troppo profondo e non sempre sono disposta a rimanere in quella relazione. Si tratta sempre di scelte.
    C’è poi la relazione con coniuge figli e genitori, e li si svolge tutta la mia vita. È difficile rimanere in accettazione, può succedere il giudizio, e il ruolo dà una svolta ai conflitti, non sempre in modo positivo. Ma è questo il senso della vita.

    1. Carissima, bentrovata!!! Che bello leggerti! Grazie per aver condiviso il tuo pensiero e il tuo sentire… parli di ruoli che possono generare conflitti, di relazioni più o meno profonde, di scelta…quello della scelta è un punto che trovo particolarmente interessante e che non ho finito di approfondire…
      Grazie per il tuo contributo!!! A presto!!!!

  9. Cara Giovanna,credo che la domanda, rispetto al fine, sia mal posta e non possa trovare risposta. Evidentemente il quesito mira ad approfondire il contenuto dei rapporti.Il ridurre a categorie, al contrario è una semplificazione, necessaria per facilitare la comunicazione.Per approfondire credo si debba esaminare il contenuto specifico della singola relazione.La domanda in relazione all’obiettivo è : “cosa significa nell’esperienza individuale di ciascuno essere l’amico di..essere figlio di… essere madre di….essere sorella di….Si tratta allora di risposte che possono essere abbozzate solo nell’ambito della confidenza.Se invece si vuole parlare della categoria basta e avanza unire i significati dei termini.Per l’approfondimento è necessario parlarne in una relazione di confidenza che non può che essere di confidenza con…..

    1. Carissimo Marco, grazie per la tua riflessione che introduce il dolce tema della confidenza… Parola stupenda e esperienza tutta da sperimentare… Grazie!!! Un abbraccio

  10. Ciao Giovi, è sera sono un po’ stanco, ma voglio comunque puntualizzare un paio di cose,anche se in ritardo! La prima sulla musica, la musica è bella! La musica è poesia! La musica è melodia! La musica sono io???? …..ma…..La seconda la scuola argomento!!!! Per questo io proporrei di leggere don Milani! Poi passeremmo qualche anno a discutere. Ora veniamo all’argomento di oggi, relazionarsi con gli altri, eeeee…….. difficile!!! Diciamo che io penso, in ogni nostro modo di relazionarsi con un’altra persona dobbiamo sempre avere rispetto e essere sinceri chiunque sia. Ciaoneeeee

    1. Ciao Arnaldo!!!! Grazie per aver trovato il tempo di scrivere!!! Grazie per questi spunti di riflessione!!! “La musica sono io”””???? Interessante quesito!!! per la scuola e l’educazione citi don Milani, per le relazioni inviti al rispetto e alla sincerità…….Come non condividere???? Grazieeeeee!!! Buona giornataaaaa

  11. Amicizia fiducia stima etc… vasto l’argomento- una persona amica mi ha detto -nn voglio stare con te per come sei – gia la dice lunga, nn la conoscevo sotto questo aspetto, le avevo chiesto di aiutarmi a tenere 25 Ragazzi,nn in ambiente scolastico, le collaboratrici che erano nel gruppo a una le stava morendo la madre, l’altra aveva avuto problemi lavorativi. Questa amica molto amica mi ha lasciate da sola. Ero anche responsabile dell’oratorio, ghettizzata e criticata per il mio carattere forte, avevo una responsabilità le ho chiesto se voleva lei le chiavi; a me avrebbe fatto un favore, nn le ha volute. Ho portato i ragazzi a fine anno comunque, con tanta fatica e difficoltà. Che nn voleva stare con me, per come sono – me lo ha detto un anno dopo – quando avevo lasciato il contesto e avevo ritrovato la serenità. Peggio ancora, allora sei anche opportunista e scorretta. Avava paura di farmi male di farmi soffrire, si è tirata indietro quando avevo bisogno per una questione d’immagine. Concluso dicendo che in oratorio ho amiche che sanno come sono e mi rimpiangono, ho incontrato ragazzi ormai universitari che mi dicono ci hai educati al rispetto della regole e all’amicixia sincera e leale. all’aiutare l’altro… Ho tanti Amici con i quali mi confronto e confido, nel reciproco rispetto stima e aiuto….. buona giornata

  12. Ciao Giovanna,
    voglio aggiungere qualcosa anche io .
    Per la mia esperienza posso dire che le “buone “relazioni sono rare e difficili, io riesco a mantenere molto bene le amicizie di vecchia data
    ma a fatica riesco a crearne nuove,
    Tutto dipende da cosa ti aspetti e quanto sei disposto a dare . Oggi sembra che sia difficile “costruire ” buoni rapporti e ritengo che manchi molto l’ascolto e la disponibilità. Allora, piuttosto che impegnarsi con tanti amici vale la pena averne pochi ma buoni.
    Buon lavoro

    P.S. proponi sempre argomenti interessanti

    1. Carissima Luisa, bentrovata!!! Che bello leggerti di nuovo!! Quanti stimoli proponi nel tuo commento, grazie!!! Poni l’accento sull’ascolto e sulla disponibilità…Il ritmo di vita che la nostra società genera, a mio avviso, non aiuta a creare nuove relazioni e nemmeno a rigenerare quelle esistenti… Grazie mille Luisa per aver introdotto questi ulteriori spunti di riflessione!! Un abbraccio!!

  13. Nn sono d’accordo, nn c’entrano i ritmi, questa è la “scusa” con la quale ci assolviamo. Certo il lavoro i figli etc
    Se ci tieni alla persona amica nn si voltano le spalle, nn è questione di ritmi. Quando parliamo giudicando, già nn sei libero perché si giudica la persona secono il proprio metro. Prima conosci e poi o come dice “un mio amico assaggi il carattere” con Il confronto il dialogo, nn c’è tempo??? ma ci rendiamo conto che messaggio diamo? – quando si ghettizza- quel ” nn voglio stare con te per come ti poni- ” andiamo secondo icliché ? Cosa facciamo scegliamo a seconda delle convenienze? Secondo quello che ci piace di più o di meno. Se uno nn può “scegliere”? Cosa insegnamo ai figli a scegliere, con questo si con quello no? che tristezza, questo è ghettizzare. Come ho detto ho poi deciso di chiudere l’esperienza per iniziare altro – un po come la Maggi eclettica- mi è stato chiesto di tenere la segreteria, nessuno disponibile? No. Ho poi rivisto la persona l’anno successivo e mi dice – come ti capisco – in che senso- faticava con i 10 su per giù – e’ passato il tempo- contro i 25. Il punto nn è 10 -25 – 3. Il punto è che valore dai alla persona, siamo capaci a nn giudicare? a guardare prima noi stessi, e non misurare gli altri, secondo la nostra misura? nn rimanere in superficie, la perfezione nn esiste, grazie al cielo siamo diversi; anche a me nn piacevano diversi comportamenti, ma nn le ho detto nulla nn vengo con te perche nn mi piace questa “parte di te”; La persona nn la puoi dividere, tenere ciò che ti piace, e quello che nn ti piace,? . Prima o poi si cresce e si prende consapevolezza, se nn la si prende pazienza. Il che nn significa nn voler bene; significa prendere coscienza di una parte di questa persona che nn conoscevo. Il rapporto cambia, si evolve in altro modo, o si lascia perdere ma SENZA GIUDICARE E GHETTIZZARE. E siamo anche da tempo multietnici culture diverse, mondi diversi; ” nn abbiamo tempo ne di costruirne ne di ri-generare”, lasciamo fare agli altri e se poi nn puace?Insegnamo questo alle generazioni future? Costa fatica ma nn basta stare a guardare, mettersi in discussione e ampliare le amicizie anche per il futuro dei futuri giovani adulti i figli. Buona serata.

  14. Ho letto ora il commento di Daniela C. DEL 26 Giugno quello del mattino.
    Come lei ho avuto una grande delusione per un’amica.
    Un’amicizia che durava da 35 anni.
    Lavoravamo insieme, famiglie spesso insieme ci raccontavano tutte le gioie e tutti i dispiaceri.
    Era una persone molto intelligente sempre disponibile ma alla fine quando ha voluto interrompere la nostra amicizia mi sono sentita dire che in fondo io non la capivo.
    Sai Daniela quante volte sono stata zitta per non risponderle male perché io sono fatta così e sinceramente mi sembra di essere sempre stata onestà e sincera con lei.
    Ho sofferto molto perché pensavo di non meritarlo e poi mi so detta……. forse è lei che non ha capito me.
    Ma tutto serve per diventare grandi…. o no.
    Buona serata.

  15. È difficile relazionarsi ai tempi nostri.. Sia tra gli adulti, sia tra genitori e figli che tra amici…
    Quante difficoltà trovo io nei vari ambiti che frequento, (lavoro, volontariato e amicizie varie)..
    Il lockdown mi ha aiutato a riflettere molto sui miei rapporti interpersonali e ho imparato a diventare più critica verso alcune persone..
    Durante il lockdown ho sentito molto la mancanza di una presenza di una mia cara amica (non una telefonata) e io non la facevo perché non sapevo quando potevo farla… Perché continuava a scrivere che era molto impegnata…
    È stata un assenza molto pesante… (anche se ci scrivevamo)
    Ho sentito più vicino amiche che vedo tutti i giorni al lavoro…
    Il rapporto tra genitori e figli secondo me rimane quello più difficile…
    Come sono difficili queste relazioni…

  16. Cara Giovy, l’argomento è molto interessante e vasto. Se ne potrebbe parlare x ore, giorni, ognuno con le proprie sfumature.
    Se devo dire due parole, penso che in una relazione bisogna cmq metterci una parte di se stesso,ovviamente dipende da quanto intenso sia il rapporto, ma in ogni caso senza metterci un po di se stesso, non è una relazione.
    Purtroppo non essendo matematica, non è vera l’equazione che piu “ci metti te stesso”, piu è intensa e bella la relazione. Ahimé…questa è la vita.
    Un salutone e buona riflessione

    1. Valeeeee, grazieeeee…rilancio ” …in ogni caso senza metterci un po di se stesso, non è una relazione.
      Purtroppo non essendo matematica, non è vera l’equazione che piu “ci metti te stesso”, piu è intensa e bella la relazione. Ahimé…questa è la vita.” Ti abbraccio!!!

  17. ecco un argomento che scuote e interroga.
    …. ciascuno per sè, naturalmente, poichè il parlare di relazione comincia da noi e, poi, si rivolge agli altri.
    Molto interessante notare i vari tentativi di parlare di etimologia, e di ” significato della parola “.
    … sembra di notare una certa ritrosia a mettersi realmente in gioco……!
    Vi sono parecchi cenni al rispetto, all’amore ( … ) , al capirsi profondamente …. al famoso rapporto che fila !
    Alberta dice : ” …lascio perdere quando capisco che con certe persone non c’è niente da fare….”
    Perfetto, Alberta, condivido pienamente !!!
    Tutto ciò porta alla ricerca della radice del nostro essere e , bando alle ritrosie, alle inutili riservatezze, ci porta alla domanda fondamentale :
    Chi sono gli altri per me?
    A questa domanda sottende direttamente la domanda opposta:
    chi penso di essere io per gli altri ?
    Questo è un interrogativo bipolare al quale non posso rispondere con mezze verità !
    Come posso pensare di essere “quasi sincero” se poi non ammetto che potrei essere ripagato allo stesso modo ?
    Insomma alla base di un rapporto c’è il rispetto verso il mio prossimo; un rispetto che non viene dall’obbligo morale o etico, ma ancor più profondamente dal riconoscere il mio prossimo uguale a me.
    In fondo non si tratta di un atteggiamento di grande virtù…. forse basta mettere in campo il buon senso.
    Però sono pieno di difetti e non ho molto buon senso, anzi …. sono matto come un cavallo !
    Quando avviso che una persona comincia a defilarsi , accampando spiegazioni che sanno di scusa, o quando avviso di essere oggetto di prevaricazione…..
    Taglio corto !
    In fondo pretendo di essere trattato come piace a me e non so quanto sono coerente nel piacere agli altri …. per come loro gradirebbero !
    … allora oltre al rispetto si dovrebbe mettere in campo la comprensione, il saper perdonare o , quantomeno , minimizzare le manifestazioni sgradite …
    In questo caso si parlerebbe di amore … !

  18. Cari amici, 30 anni fa soggiornai in India, in un asharam, il maestro ci spiegava che ogni persona che incontriamo ha un significato per la nostra crescita interiore, anche persone spigolose ci possono fare crescere e migliorare, il cammino ad ostacoli ci arricchisce e migliorare..

  19. Io credo che conoscenze nuove, brevi o lunghe, possano aiutarci a migliorare e a crescere. Alcuni restano amici per sempre.

  20. Siamo addirittura al….tentativo di parlare di etimologia “significato delle parole”, ritrosia a mettersi in gioco? Ci si mette già in gioco nel momento nel quale ci si apre agli altri; nn tutti i rapporti filano lisci, siamo esseri umani diversi, come fai a conoscere le persone se nn dialoghi, e anche qui ci si mette in gioco , nn si dialoga da soli altrimenti è un monologo. Non è detto che i rapporti di amicizia d’amore filino lisci, anzi magari si discute e si litiga, si chiarisce e si va avanti, e forse ognuno per la sua strada. Personalmente sono una che dice quello che pensa, nn mi omologo, io so chi sono e come sono; chi sono io per gli altri, una confidente un’amica una persona affidabile, so ascoltare do l’anima e questo lo so perché sono le persone con le quali ho un rapporto un dialogo una amicizia sincera che me lo dicono, esigo rispetto tra donne e uomini; nn mi piacciono le persone doppie, arriviste a spese degli altri, ma esistono anche queste, nn vorrei incontrare un mio clone. Tutte le esperienze negative o positive ti aiutano a crescere, l”amica” che ti dice ti aiuto e poi l’aiuto che nn arriva, l’aspettativa andata male mi fa capire che nn conoscevo questa parte di lei, amen. Come si fa a pretendere di piacere agli altri come voglio io. Nn è possibile. Difetti ne abbiamo tutti, nessuno escluso, come i pregi. Aiutano a crescere le esperienze negative e positive. Io le amiche le ho incontrate in età adolescenziale e in età giovane adulta. Sono cambiate altre amicizie da giovane, perché hanno preso altre strade, sposate con figli le esigenze cambiano… Resta ben inteso che il rispetto e la fiducia sono i due ingredienti che sono la base. Buona notte sono le 02 di notte.

  21. L’amicizia per sempre? fai se puoi un esempio di vissuto. Io ho un”altra amica con la A maiuscola.Anna io e lei siamo talmente libere che siamo arrivate a “scannarci” verbalmente, poi ci siamo guardate e siamo scoppiate in una risata, parlavamo di un metodo d’insegnamento, siamo passate dal dialogo al far valere ognuna le nostre ragioni, ci siamo guadate negli occhi e giù un altra risata, abbiamo trovato la quadra e alle fine ci siamo accorte che i due metodi erano sovrapponibili, e li abbiamo usati tutti e due. Ci guardavamo negli occhi e prendeva la parola lei. Basta lo sguardo, o un movimento degli occhi o un cenno per capirci, questa si chiama comunicazione nn verbale. Altra “amica” c’è il virgolettato perché, come detto pensavo di conoscerla invece una parte di lei nn si era mai manifestata, nn potevo saperlo. Anche se poi un’altra amica mi ha confermato ciò che ho tratto dalla “lezione” di vita. Entrata nel gruppo catechesi nel Lecchese, nn vi dico il nome del luogo per questione di privacy e perche’ nn e’ il punto, ha iniziato a criticare il mio modo di agire, 12 anni circa di volontariato ero la referente, sapeva da che periodo uscivo. Tutti abbiamo periodi buoni o meno (che per 6 anni ho sofferto di endometriosi nn si guarisce da questa malattia… e nn si conosceva la malattia), ti cambia la vita, ora sto bene. Torno a bomba. Quando sei la referente “perche ti hanno chiesto la cortesia di farlo, xche’ nessuno si e’ proposta in 12 anni) apri un oratorio con 80 ragazzi più le mamme più i cani che nn potevano entrare con tanto di cartelli, perché c’erano stati dei precedenti e alcuni bambini ne hanno paura segnalo alla persona che deve uscire, può succedere che io fossi stanca? Questa “amica” entrata di fresco, mi riprende, perché nn sono stata dolce nei modi, (le avrei dovuto rispondere di farsi i cavoli suoi) sei appena entrata e già emetti giudizi? è la stessa persona amica che, un anno dopo, mi viene a dire che nn voleva stare con me per la mia immagine…; e, nel frattempo l’avevo aiutata consigliandole, su sua richiesta di provare a prendere la 2 elem. e ne e’ diventata titolare, buon per lei; io avevo già il mio compito fare “paracolpi” e 3 elementare. Lei arrivava da altra classe gia dotata di persona responsabile. Perché no, nella vita bisogna provare. E’ responsabile di classe, benvenga. Ma nn venirmi a fare lezioni di come gestire un’oratorio con 80 ragazzini e pieno di persone adulte, che ti chiamano a dx e sx, nn fare il più che nn ti è chiesto e nn GIUDICARE; per come sono fatta, le avrei detto di farsi i …suoi; di prendere il mio posto, l’avrei ceduto volentieri… quello -no- . È per questo motivo che nn mi piaciono le persone che giudicano. Giudizi su giudizi… da questa persona amica. Come dicevo sotto questo aspetto nn la conoscevo… Persona tranquilla, ma nel contesto pubblico è tutt’altro. Cosa che nn conoscevo di lei. Ho provato a parlarle, nn ascoltava ragioni e io alzavo la voce per spiegarmi, ma se uno nn vuole ascoltare… io ho sbagliato ad alzare la voce; se uno è fermo sulle sue ragioni, nn si instaura un dialogo, si instaura un caos. Mi sono data della stupida da sola e mi sono mandata affanc…. da sola. Imparata la lezione ho allargato le maglie. Nn sono perfetta neppure io, ma se ho un”amica alla quale tengo, provo a chiarire, nn conoscendo quella parte del suo carattere e il suo comportamento in pubblico… Ho scoperto che siamo in tante cose, e lontane anni luce nel cliché da privato a pubblico. Io nn ho cliché sono come mi si vede e conosce, nel bene e viceversa. Buona giornata

  22. Ringrazio Daniela C., Martha e Alberta che hanno raccontato dei vissuti personali. Un grande abbraccio a tutte e tre!!!

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