I nuovi vescovi, bussola di come cambia la Chiesa

Cari amici del cerchio infuocato, eccomi a voi!!!!

Oggi desidero parlarvi della nomina da parte di Papa Francesco di due vescovi ausiliari di Milano, don Giovanni Luca Raimondi e don Giuseppe Natale Vegezzi.

Ve ne parlo perché ho avuto il piacere di conoscere ed incontrare il primo dei due, don Luca, quando svolgeva le proprie funzioni sacerdotali a Sulbiate o, più precisamente, presso la Comunità pastorale Regina degli Apostoli di Bernareggio, Sulbiate e Aicurzio; ho ascoltato alcune sue celebrazioni e l’ho sentito cantare a squarciagola con la sua voce tonante o chiedere il punteggio delle partite in piena Messa o interrompere scherzosamente don Bangaly che cercava di dare gli avvisi; l’ho visto in momenti di festa davanti ad una madre che gli presentava il figlio “che non voleva sposarsi” dare a questo figlio una bella pacca sulle spalle e guardando la madre negli occhi dirgli “Fai bene, ma chi te lo fa fare!”. L’ho incontrato circa un anno fa a Bollate per l’assemblea degli oratori. Don Luca è un sacerdote che mi interroga perché ha una fede energica, vitale, un po’…  diciamolo pure, dai, un po’ sopra le righe.. per questo il fatto che sia stato nominato vescovo mi sorprende positivamente perché vi leggo un segnale di grande apertura e di crescita da parte della Chiesa.

Non ho conosciuto molti vescovi in vita mia… ne ho incontrati un paio… l’estate scorsa ai Pian dei Resinelli ebbi la gioia di presenziare come giornalista all’incontro di monsignor Delpini con le chierichette della diocesi di Milano; fu un momento intenso in cui apprezzai la disponibilità di Delpini ad assecondare le richieste delle ragazze nonostante avesse manifestamente molta fretta, l’ascolto attento e il raccontarsi aperto, certo coi toni pacati che lo contraddistinguono ( Delpini ai Resinelli al raduno delle chierichette).

Molto tempo fa (correva l’anno 1997) mi trovavo a Belem, nello Stato di Parà, in Brasile, ed incontrai l’allora Vescovo del quale, non me ne voglia lui e non me ne vogliate voi, non ricordo il nome; ero imbevuta di teologia della liberazione, vivevo con le missionarie in favela, avevo gli occhi pieni di povertà, di baracche, di piaghe, scarafaggi e topi e incontrarlo nel suo castello di marmo mi fece un certo effetto.

Ecco perché la nomina di don Luca mi fa esultare.

Ho ascoltato con attenzione il live di “Non è il Giana” qualche giorno fa, con l’intervista a Don Luca e mi hanno profondamente colpito alcune sue riflessioni che oggi vorrei condividere con voi.

La prima riguarda la Messa, gli è stato chiesto cosa pensasse del periodo che abbiamo vissuto senza celebrazioni e senza eucarestia ed egli ha risposto che prima della messa viene la carità: i cristiani si contraddistinguono dalla carità e andare a Messa se poi quando si esce dalla chiesa si odiano il proprio vicino di casa, il fratello, lo straniero, non serve a nulla. Un tema forte, direi!!!!! Non solo, don Luca ha ribadito che si può pregare in casa anche senza la Messa come abbiamo fatto in questo periodo. In Brasile dove le distanze sono enormi e le comunità pastorali immense funziona già così: non sempre è possibile avere un celebrante, le persone pregano senza la messa domenicale che non sempre è garantita e il ruolo dei laici è fondamentale.

Un secondo aspetto che mi ha colpito parecchio è stata l’affermazione secondo la quale la politica, i massimi sistemi, le multinazionali stanno cercando di relegare la Chiesa nei confessionali perché non vogliono che si parli dei temi della vita e della morte e che si difenda la prima invece di esaltare la seconda; non vogliono che si dibatta di temi scomodi quali quello dell’aborto, dell’eutanasia, della vecchiaia, di come viverla fino in fondo con dignità; non vogliono che si tutelino le persone fragili e abbandonate da tutti o quelle con disabilità. Don Luca incita a fare il proprio dovere e a difendere i diritti, senza arroganza e senza crociate perché la Chiesa non ha nemici ma con la consapevolezza che l’annuncio del Vangelo va accompagnato col dispensare speranza e col difendere i diritti dei deboli e le libertà fondamentali.

Da ultimo don Luca si arrabbia con quei religiosi che dicono che la pandemia è un “castigo di Dio”, “dire questo è una bestemmia- sbotta durante l’intervista- chi dice questo non ha né letto né capito il Vangelo. Il male non ha un senso, è un grande mistero. Il dolore di questo momento ci ha fatto vedere che non siamo nulla, il dolore ci fa memoria di questo, io stesso- confida- da quando so che divento vescovo ho vergogna delle mie miserie”.

Giovanna Samà

Che ne dite????

Aspetto i vostri commenti!!!!

14 commenti su “I nuovi vescovi, bussola di come cambia la Chiesa

  1. Apprezzato tantissimo e condivido pienamente il tuo pensiero. Con Papa Francesco al soglio pontificio tanti crismi sono cambiati… Non lo vedo molto sul mio diretto vissuto ma leggendo qua e là.. Tanti cambiamenti ha messo in atto papa Francesco.
    Io mi ritrovo molto nel pensiero del nuovo vescovo Luca…
    “I cristiani si contraddistinguono dalla carità e andare a Messa se poi quando si esce dalla chiesa si odiano il proprio vicino di casa, il fratello, lo straniero, non serve a nulla. Un tema forte, direi!!!!! Non solo, don Luca ha ribadito che si può pregare in casa anche senza la Messa come abbiamo fatto in questo periodo.”
    Grazie mille ❤️

    1. Cara Martha che bello leggerti!!!! bentrovata!!! Grazie per il tuo commento che mi ha fatto venire in mente che forse in anche in India con te avevo conosciuto un vescovo tuo parente…può essere????
      Ti abbraccio forte!

  2. Come già sai faccio parte della comunità pastorale “Regina Degli Apostoli ” e quindi ho potuto conoscere Don Luca da vicino x ben 10 anni e condivido il tuo pensiero su di lui. Era una persona particolare, fuori dagli schemi x me molto speciale..io ho imparato molto da lui xché le sue prediche erano , non so spiegarmi, diverse dal solito..c’era sempre qualche cosa di nuovo da imparare ..ogni suo pensiero era spiegato in un modo che ti illuminava e ti mostrava tutto in modo diverso da come una persona si immaginava, ti apriva nuovi orizzonti ,nuovi modi di concepire la vita che ti lasciava sempre sorpreso in modo positivo. Che dire, per me è stato triste vederlo andare via(anche se non posso che essere
    felice x la sua promozione . È stato l’unico sacerdote che mi ha lasciato un segno positivo così profondo.

    1. Olga bentrovataaaaa!!!! Lascio volentieri a voi che avete conosciuto don Luca molto meglio di me la parola e lo spazio….
      un abbraccio!!!!

  3. ciao Giovanna sono contenta che hai scritto su don Luca.
    È stato parroco della comunità per 11 o 12 anni ed essendo un prete anticonformista all’inizio c’è voluto un po’ per certe persone soprattutto anziani per capirlo.
    Quando predicava lo si sentiva fino in fondo alla chiesa e non parliamo di quanto le piacesse cantare.
    Sempre spiritoso e con il sorriso ma portava avanti le sue idee al servizio degli altri.
    Con una fede profonda ma una fede moderna e prima di essere un prete era un uomo e forse per quello che piaceva a tutti anche…… Ai vescovi.

    1. Ciao Alberta!!! Grazie a te per avermi segnalato la diretta!!!!! Come ho scritto a Olga, lascio a voi che lo avete conosciuto meglio di me spazio e parola…
      Buona giornata!!!!

  4. non sono praticante ma ho fede, non amo nè i preti nè i vescovi e penso che la chiesa sia arretrata perchè propone ancora una fede troppo astratta
    se questo don Luca porterà miglioramento sono contenta

    1. Ciao Donatella, bentrovata!!! Grazie per il tuo rimando che invita ad interrogarsi su cosa sia la fede!! Buona giornata

  5. Fa piacere sentire che un sacerdote ricopra una carica dove probabilmente gli sarà permesso di aiutate ancora di più chi ha bisogno. Questa emergenza ha purtroppo aumentato la percentuale dei bisognosi. Ultimamente mi pesa molto fingere di non vedere chi chiede l’elemosina…

    1. Antonellaaaa…grazie per il tuo contributo..come quello di GianMaria mi era sfuggito… perdona…
      Condivido la tua gioia nel sapere “che un sacerdote ricopra una carica dove probabilmente gli sarà permesso di aiutate ancora di più chi ha bisogno”.
      un abbraccio!!!

  6. Pur avendo tradizioni sicuramente cattoliche , non ho mai pensato di poter pronunciarmi circa la struttura e i principi fondamentali della chiesa.
    Personalmente ritengo di non avere il diritto di esprimere alcun giudizio in materia .
    Certo è molto affascinante il messaggio che sta alla base di tutto ” amatevi ” !
    Ciò è in netta contrapposizione con il gioco di sopravvalenza che, oggi più che mai, conduce a una situazione di benessere quantomai fittizia .
    Ancor più angosciante poi si mostra la lotta quotidiana per mantenere i benefici guadagnati .
    Dopo l’esperienza dovuta allo stop del coronavirus un iterrogativo si pone sicuramente…… !
    In un sistema spiazzante come l’attuale si direbbe che l’intera struttura sociale , il modo di vivere quotidiano, segnino il passo irrimediabilmente.
    Certo non mi sembra che terrorizzare con la minaccia del ” fuoco eterno ” o di altri castighi, sperando di rimpolpare i ranghi dei fedeli, costituisca un messaggio di amore .
    Se anche la chiesa comincia riconoscere l’obsolescenza di una parte della propria impalcatura, ben venga!
    Sarà un buon esempio !
    Auguri a Mons. Giovanni Luca Raimondi !!!!

    1. GianMaria grazie per la tua riflessione…sai che mi era sfuggita??? Perdonami!!! Spero che anche per te valga il detto “meglio tardi che mai!!”.
      Un abbraccio!!!

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