Don Fernando Pozzoli, la Pasqua senza la mia gente mi fa sentire scomunicato!

Da “La Provincia di Lecco” del 12 Aprile 2020

“Sono scappato nei rifugi per i bombardamenti, ho vissuto una quarantena giovanile ma una Pasqua come questa mai, mi sento scomunicato, fuori dalla comunione spirituale con la mia gente” queste le parole di Don Fernando Pozzoli, classe 1933, sacerdote presso il Santuario di Nostra Signora della Vittoria, che nel momento in cui lo raggiungiamo (ovviamente telefonicamente) si trova sul matroneo del santuario “Guardo giù- dice- e vedo la chiesa vuota e il portone sprangato; è impressionante vedere la chiesa sempre vuota.” Non è facile vivere l’isolamento che questi tempi richiedono per un uomo di 86 anni e per un sacerdote che da più di sessanta vive in comunione con la gente. “Sono sempre in mezzo alle persone -dice- ad ascoltare ciò che hanno da dire, ciò che li angustia, a pregare per portare a Dio le loro “cacce”, tutto quello che hanno nel cuore. Mi mancano le persone, parlare con loro, mi sento scomunicato. Questo momento di crisi porta con sé un senso di solitudine particolarmente pesante, non mi lamento per me perché in realtà in questo periodo ho scoperto la soave compagnia di me stesso, ma mi sento impotente perché so che molte persone avrebbero bisogno anche solo di una parola di conforto o di una carezza che non posso dare”. Don Fernando in questo momento non viene più assistito dalla persona che lo aiutava, a mezzogiorno riceve il pasto dal comune, alcuni volontari provvedono alla spesa e alla cena pensa da sé “Mi arrangio- dice sorridendo- sono capace di fare una minestrina o prepararmi un piattino con formaggio e prosciutto. Se perdo qualche chilo male non mi fa. Tiro sera pensando alle mie cose da prete, nella solitudine sviluppo la mia interiorità spirituale. Sorrido a me stesso. Attraverso le nostre ricchezze spirituali ci possiamo mettere in comunione e, nonostante il nostro limite di esseri umani, possiamo pregare gli uni per gli altri. Questo periodo costringe un po’ tutti a tirare fuori segrete energie, energie che noi stessi ignoravamo di avere, io sto imparando a farmi compagnia e ho scoperto di avere a mia volta qualche bella risorsa. E’ un evento limite non paragonabile ad altri, durante la guerra ero in seminario e al suono delle sirene scappavamo nel rifugio, una notte il rettore credendoci spacciati dette l’assoluzione collettiva, mai avrei pensato che si sarebbe tornati a proporla in tempi di pace. A quattordici anni rimasi ricoverato per 40 giorni al reparto infettivi dell’ospedale di Varese insieme ad altri compagni di seminario per la scarlattina ma nemmeno quell’esperienza fu così drammatica, forse perché eravamo giovani”.

13 commenti su “Don Fernando Pozzoli, la Pasqua senza la mia gente mi fa sentire scomunicato!

  1. “mi sento scomunicato” dice il caro Don Pozzoli… Resta da chiederci se questa scomunica sia veramente tale o se sia un segno del Dio fedele al suo popolo che invia segni profetici. Forse il ruolo del prete che già da tempo stà cambiando, ora verrà rivisitato per forza di cose. Siamo noi i preti che andiamo all’incontro con la gente o è lo Spirito Santo (quello che mettiamo in auge a Pentecoste) che và alla gente anche attraverso noi i preti. Chissà che stia dicendoci che lui, lo Spirito è già là prima ancora che noi arriviamo. Chissà che questi segni ci aiutino a riscoprire la nostra missione di servitori dello Spirito. … e quando avrai fatto tutto il tuo possibile, riditti che sei servo , servo inutile (Lc. 17 7-10)

    1. Carissimo Padre Sandro, benvenutoooo!!!!! Che piacere leggerti e che bello averti con noi, fra noi! Grazie per esserci!
      La tua riflessione è particolarmente importante perchè ci offre un ulteriore spaccato che si aggiunge a quello di don Fernando. Quanti spunti di riflessione: “Siamo noi i preti che andiamo all’incontro con la gente o è lo Spirito Santo (quello che mettiamo in auge a Pentecoste) che và alla gente anche attraverso noi i preti.”; “riscoprire la nostra missione di servitori dello Spirito. …”…cosa posso aggiungere? Niente! Grazie per il tuo contributo! Spero di leggerti ancora e presto!!

  2. Mi sono chiesta tante volte ,in questo periodo di lockdown, cosa pensavano i nostri sacerdoti, che stato d’animo avevano nel ritrovarsi soli senza più la vicinanza dei loro fedeli e mi è spiaciuto leggere che don Fernando si sia sentito scomunicato..anche x me è stato triste non poter avere il contatto umano con i nostri sacerdoti x così tanto tempo..Non ho mai dimenticato di ricordarli nelle mie preghiere ,sopratutto il nostro don Cristian ,che essendo il più giovane, aveva molto bisogno di sostenere la sua vocazione.

    1. Carissima Olga, bentrovata!!!! Il senso dell’articolo era proprio rispondere all’interrogativo che ti ponevi tu e insieme a te molti altri fedeli: “Come vivono questa situazione i nostri sacerdoti?”. Don Fernando ha accettato di raccontarsi in maniera autentica e profonda. Grazie per aver condiviso il fatto che hai ricordato i sacerdoti nelle tue preghiere, trovo che sia un modo bello ed efficace per sentirsi vicini e sostenerli “a distanza”. Un abbraccio!

  3. i sacerdoti sono esseri umani, spesso li carichiamo dei nosti fardelli ma magari ne hanno di loro
    Grazie per ciò che fanno

  4. In questo periodo di restrizioni non ho mai pensato ai Preti.. mi sono commossa leggendo l’articolo…Ancora grazie a Giovanna per questi momenti di riflessione.

    1. Ciao Bruna!!!! Grazie per il tuo rimando…in effetti l’idea era di sensibilizzare sul fatto che anche i preti sono persone e a loro volta hanno vissuto intensamente l’emergenza..sono felice che questo sia arrivato!! Grazie !!! Buona domenica!!!

  5. Molto bello l’articolo su Don Fernando Pozzoli,Sacerdote dell’amato Santuario lecchese di Nostra Signora della Vittoria,da me e dalla mia famiglia,da sempre,frequentato ed apprezzato per lo stile inconfondibile delle sue celebrazioni,la bravura dei suoi Sacerdoti e la magnanimità e pazienza dei suoi Confessori.
    Ancor di più ho apprezzato il commento di Padre Sandro,a proposito del fatto che lo Spirito Santo,nell’illuminata e preveniente logica divina,precede l’operato dei Sacerdoti e l’accompagna in ogni sua manifestazione esterna.
    Mi piace pensare alla Chiesa,di cui tutti – laici e consacrati – facciamo parte,come all’opera di un Padre buono che ha già previsto tutto,anche la pandemia,e nella quale,magicamente,si compie il disegno prestabilito,pur nella libertà di ognuno di aderirvi e condurlo alla migliore realizzazione umanamente possibile.
    Allora ogni situazione,dal dolore,all’angoscia,dalla tristezza,alla solitudine,fino ad arrivare alla morte,viene ricondotta ad un preciso momento in cui la Grazia divina si manifesta con potenza nel mondo,lasciandovi il segno della solidarietà umana,della carità del vicino di casa che si prende cura dell’anziano isolato dal contesto in cui vive,dell’impegno civile del ragazzo che si spende gratuitamente per alleviare le sofferenze altrui,dell’abnegazione di un nugolo di persone che fanno quotidianamente del sacrificio per il bene altrui la loro professione.
    E così,il paradiso si avvicina,l’aldilà diventa manifesto sulla terra e l’umanità cresce e migliora, comprendendo fino alle estreme conseguenze la consegna lasciatale in dono da un Dio benevolo fattosi uomo,per il quale lo stelo d’erba ed il chicco di grano sono preziosi quanto tutta la creazione.

    1. Soniaaaaaaa, wow!!!! Non posso e non voglio aggiungere nulla alla tua riflessione così profondamente potente….Grazie per il tuo prezioso contributo!!!
      Un abbraccio e buona domenica!!

  6. Don Pozzoli va oltre le cose da prete, va oltre lo scontato aprirsi agli altri e ritrova la dolce compagnia di sè stesso, è una sensazione che anch’io ho assaporato.

    1. Marco bentrovato!!!! nel tuo commento poni l’accento sul fatto che don Fernando abbia “ritrovato la dolce compagnia di sè…”
      E condividi con noi che questo è successo anche a te!!
      Che meraviglia! Grazieeeeeee

  7. Ho letto don Fernando Pozzoli del Santuario di Nostra Signora della Vittoria. Il covid 19 nn ha scomunicato nessuno, forse c’era e c’è bisogno di fermare i ritmi allucinanti ai quali eravamo abituati. Anche per i sacerdoti un momento per stare con se stessi; la pandemia nn certo un segno del Signore- direi un virus che ha costretto tutti a fermarsi e ritrovarsi con il proprio Io, dal quale nn sono esenti neppure i sacerdoti. Conosco diversi sacerdoti del Lecchese e nn solo che hanno vissuto questo momento con la Chiesa apparentemente vuota,”senza fedeli” durante le Messe, quel “senza” è invece un “pieno”. Fare la Comunione in modo “Spirituale”, non posso “Accoglierti” come “Pane di Vita”, “Ti Accolgo nel mio Cuore e nella mia Mente attraverso lo Spirito” – Personalmente potevo essere anche in cima al Resegone, Lui è li. Riscoprire il silenzio, i rumori della natura, alzare gli occhi al cielo e riscoprire l’azzurro, Sentire il calore del sole. Dove vivo passa una ferrovia, quando ho ri-sentito il rumore del treno- mi sono chiesta cosa fosse quel rumore, poi…. ha già…..è il treno. Spero che questa esperienza serva a tutti noi per ri-scoprire il calore del tempo che ci è concesso e nn dare nulla per scontato, in particolare il valore del dono della VITA.

    1. Danielaaaaa, bentornata!!!!! Che meraviglia leggere la tua riflessione! Grazie, grazie per il tuo contributo così ricco di stimoli.
      Un caro saluto!

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