Carla Maria Maggi, l’artista ritrovata, attende l’abbraccio del suo pubblico!

Da “La Provincia” del15 maggio 2010

 

 

Per leggere cliccaci sopra

 

 

 

 

 

 

La scoperta di un quadro inedito, l’interessamento del comitato italiano del NMWA, National Museum of Women in the Arts di Washington e una serie di video conferenze, questo il bilancio della mancata (solo per ora giacché è allestita e aspetta solo il termine dell’emergenza per essere inaugurata) mostra dedicata a Carla Maria Maggi (1913-2004), “L’artista ritrovata”, icona della condizione femminile nella pittura dei primi del novecento. La mostra si sarebbe dovuta inaugurare ad Arcore a Marzo, in occasione della festa della donna, presso villa Borromeo D’Adda ma a causa dell’emergenza per ora resta chiusa; gli organizzatori, però, non si sono dati per vinti ed hanno realizzato un filmato con i quadri maggiormente significativi dell’artista. Le opere conosciute di Carla Maria Maggi comprendono una quarantina di dipinti (ritratti, autoritratti, nudi e nature morte) e 12 disegni. I suoi quadri sorprendono per l’abilità pittorica raggiunta in pochi anni di studio e di attività; “Carla Maria Maggi- dice Simona Bartolena, curatrice dell’esposizione che alla pittrice meneghina ha dedicato un volume edito da Skira, – è considerata un simbolo della condizione sociale dell’artista donna; dovette rinunciare a dipingere per il quieto vivere familiare e questa rinuncia caratterizza il percorso di molte artiste fino quasi ai giorni nostri”. Carla Maria Maggi nasce a Milano nel 1913, discende per via paterna da Carlo Maria Maggi, poeta seicentesco ed esimio esponente della poesia dialettale ambrosiana; da parte materna discende nientemeno che da Piermarini. Il padre, il commendator Maggi, è uno degli uomini più in vista della città. Carla Maria è figlia unica e gode appieno dei privilegi economici e sociali che la sua condizione familiare e sociale le riserva. Palesa precocemente la propria passione per l’arte e già all’età di 14 anni (siamo nel 1927) viene inviata a bottega presso lo studio di Giuseppe Palanti nonostante il parere contrario della madre, intrisa dei valori borghesi del tempo che volevano la donna chiusa nelle mura domestiche ad occuparsi di figli e marito. Carla Maria pretende di ritrarre dal vero, chiede modelle vere e non calchi di gesso; i ritratti e i nudi dal vivo occupano una parte preponderante della sua produzione artistica. Le sue opere appaiono “educate” e riflettono la società di quel tempo ma esprimono anche e soprattutto la ricerca esistenziale della pittrice, donna sensibile e profondamente moderna. Dopo il matrimonio Carla Maria smette di dipingere per assecondare le richieste del marito e solo nel 1997 il figlio Vittorio Mosca scoprirà le sue tele nella casa di campagna, ancora avvolte in vecchie coperte di lana infeltrite. Quella di Carla Maria Maggi è “la storia di una vocazione misteriosamente interrotta” come la definisce Vittorio Sgarbi che ha avuto il piacere di conoscere l’artista personalmente e che ha inserito “La sigaretta” fra le opere esposte a Palazzo Reale nella mostra “L’arte delle donne, dal Rinascimento al surrealismo” da lui curata a cavallo fra il 2007 ed il 2008 quando era assessore alla cultura del comune di Milano.

“La sigaretta” 1934, Olio su tela 80X59 cm Per visualizzare il quadro cliccaci sopra!

Con quella tela Carla Maria aveva ricevuto nel 1934 il premio Brera per la miglior opera di un giovane artista. Le opere della pittrice meneghina sono state esposte di nuovo a Milano nel 2010 nel corso di un’esposizione dal titolo “Carla Maria Maggi e il ritratto a Milano negli anni trenta”, poi a Londra e ancora a Villa Borromeo con la mostra “Donne, racconti al femminile nella pittura dell’ottocento e dei primi del novecento”. Le opere di Maggi hanno riscosso grande successo al National
Museum of women in the Arts (NMWA) di Washington presso il quale “La sigaretta” è rimasta esposta, in prestito temporaneo per alcuni anni, e sono diventate motivo di studio della condizione delle donne artiste. L’associazione italiana amici del NMWA è stata fondata a Milano nel 2004 dal compianto figlio della pittrice, Vittorio Mosca, con lo scopo di sostenere la mission del museo statunitense anche sul territorio italiano valorizzando e promuovendo la creatività femminile. Il nipote Franco Mosca ricorda così Carla Maria Maggi: “una nonna anticonformista nel pensiero ma ben conscia delle norme sociali e di comportamento. Eclettica e curiosa. Colta e tradizionalmente cattolica. Amava starsene in solitudine, nella natura. L’unico vizio, per lei fonte di compagnia, le sigarette americane senza filtro, quelle a cui ha dedicato un dipinto”.

“Lume di candela”, olio su tela, 45X70 cm L’ARTICOLO PROSEGUE SOTTO LA FOTO  Per visualizzare bene l’immagine cliccaci sopra!

 

 

 

“Carla Maria Maggi, l’artista ritrovata” propone un quadro inedito, uno splendido ritratto di una delle modelle della Maggi che non verrà mostrato al pubblico in alcuna forma fino all’apertura della mostra. Si tratta di un quadro ritrovato casualmente in una collezione privata. “Avevo mostrato le opere di Carla Maria Maggi ad un’amica gallerista- racconta Simona Bartolena, curatrice della mostra- che in una collezione privata ha riconosciuto un quadro della Maggi; dapprima abbiamo pensato ad un autoritratto ma quando l’ho visto dal vero ho capito che si trattava del ritratto di una delle modelle dipinte anche in altre sue tele. Si tratta di un quadro molto bello che arricchisce di ulteriore fascino e mistero il corpus delle opere”. Gli esperti ritengono che negli ambienti frequentati dalla Maggi si possano trovare altri quadri a sua firma. Per il momento l’unico modo per gustarsi le opere della pittrice meneghina è quello di seguire i video di Simona Bartolena che ogni giovedì da Youtube e dalle pagine Instagram e Facebook dell’associazione Heart commenta un quadro dell’artista.

Giovanna Samà

“La prova” 1936 Olio su tela 100X75 cm PER VISUALIZZARE IL QUADRO CLICCACI SOPRA!

 

Ringrazio di cuore per la gentile collaborazione Simona Bartolena e Franco Mosca che hanno impreziosito l’articolo con i loro contributi.

                                                                                                                Giovanna Samà

 

47 commenti su “Carla Maria Maggi, l’artista ritrovata, attende l’abbraccio del suo pubblico!

  1. Trovo i suoi quadri molto belli anche se non sono un”esperta..un po di anni fa, purtroppo, la donna era considerata ” la regina della casa” quello era il suo lavoro..occuparsi della casa e della famiglia. ai miei tempi un piccolo miglioramento è avvenuto e cioè è diventato importante imparare un mestiere che fosse remunerato..non c’era spazio x certe passioni che non avevano guadagno. Anche lo studio( x per quel poco che ti permettevano di accedere) doveva essere sempre x imparare un lavoro (sicuro) e remunerativo .E così anch’io ho chiuso i miei sogni nel cassetto..quindi posso capire l’artista, come le sia costato ,ad un certo
    punto ,rinunciare alla sua passione…

    1. Carissima Olga bentrovata! Grazie per la tua riflessione sulla condizione femminile; grazie soprattutto per la tua testimonianza, “E così anch’io ho chiuso i miei sogni nel cassetto..”, così scrivi e in quel gesto, in quella rinuncia, ti senti vicina alla nostra Carla Maria Maggi… scelgo il silenzio per rispettare la tua scelta ed esprimo tutta la mia gratitudine per averla condivisa. Un grande abbraccio

  2. Non conoscevo questa pittrice e sono rimasta incantata, nonostante tutto mi è sembrata una donna moderna, non mi sento di compiangerla.
    Spero di avere occasione di vedere i suoi quadri dal vivo. Quando apre la mostra? Grazie

    1. Carissima Raffaella, innanzitutto benvenuta! Sono felice che tu abbia conosciuto Carla Maria Maggi tramite il mio articolo, io la adoro! C’è un’ipotesi di apertura della mostra verso la fine di maggio ma è solo un’ipotesi ed è tutta da verificare. Quando avrò notizie più precise le comunicherò senza dubbio. Grazie per il tuo contributo!

  3. Che bella scoperta questo articolo, che ho trovato interessante e appassionato. Conoscevo la pittrice ma non la sua storia. Mi vengono in mente, oggi più che mai, le parole di Virginia Woolf: “Non c è cancello, nessun bullone, nessuna serratura che potete regolare sulla libertà della mia mente”. Ecco una donna che ha cercato di infrangere le convenzioni e i costrutti sociali dell’epoca in favore della libera espressione di sé. Purtroppo nessuna donna, a maggior ragione artista, ha avuto vita facile in un mondo dominato dal modello patriarcale. Mi viene in mente la pittrice, sconosciuta ai più, Berthe Marisot che sposò Eugene Manet, fratello del grande pittore, del quale restò sempre all’ombra.. Sino a che la figlia Julie, dopo la sua morte, fece conoscere al pubblico le sue opere.
    Ecco, molto bello che il figlio Vittorio abbia scoperto proprio lui le tele..
    Speriamo il pubblico ne possa rigodere presto

    1. Carissima Mari, bentornata! Che piacere leggerti! Grazie per il tuo contributo e per il rimando a Berthe Marisot e a Virginia Woolf. Grazie anche per aver valorizzato l’opera del figlio di Carla Maria Maggi, Vittorio Mosca, che non solo ha scoperto le tele ma ha voluto dare alla madre e alla sua produzione artistica il giusto riconoscimento! Ti abbraccio!

  4. Complimenti per questo nuovo articolo sull’artista Carla Maria Maggi, che avevo scoperto dalle tue precedenti pubblicazioni. Sono molto felice che si terrà una sua mostra in Italia dopo questo periodo difficile. I sui quadri mi stupiscono, i visi delle donne che dipinge sono molto espressivi , bellissimi.

    1. Antonella grazie!!!!! Hai ragione, amo particolarmente Carla Maria Maggi e appena posso ne scrivo con vivissimo piacere, grazie perchè me lo riconosci!
      Poni l’accento sullo stupore che suscitano i suoi quadri…stupore…che meraviglia lasciarsi stupire dall’Arte! Grazie per il tuo contributo! Un abbraccio!

  5. Cara Giovanna, leggendo l’articolo e curiosando tra le foto dei dipinti, hai suscitato il mio interesse per la mostra!
    “La Sigaretta” e “Lume di Candela” sembrano avere lo stesso sguardo, così silenzioso, forse a farci intuire in qualche modo il segreto e il tormento per una passione di lì a poco interrotta.
    L’arte è vita e riscoprire la storia di questa donna, così moderna per i tempi in cui ha vissuto, è un modo per liberarla da quel silenzio, custodendo davanti agli occhi di tutti la bellezza delle sue opere.
    Grazie.

    1. Lidiaaaaaa, grazieeeee
      Bentrovata! Grazie per il tuo contributo così evocativo, lo lascio risuonare dentro di me così com’è…senza aggiungere nulla …a lume di candela…
      Ti abbraccio!!

  6. Non conosco questa pittrice grazie per averne parlato. mi piace “la prova”, lo trovo autentico e beffardo. Spero si faccia la mostra perchè ornmai sono curiosa
    Grazie Giovanna per avermi fatto conoscere la Maggi

    1. Raffaella benvenuta! Che gioia averti fra noi! Sono felice se le mie pubblicazioni contribuiscono a diffondere la conoscenza dell’opera di Carla Maria Maggi.
      Non appena avrò notizie precise sull’apertura della mostra le comunicherò. Un caro saluto e a presto, spero!

  7. Attendiamo con ansia l’apertura della mostra!!la forza creatrice ed espressiva delle donne ê meravigliosa… non si può tenere nascosta una luce, tanto che la società di quei tempi non ha potuto impedire a questi quadri di essere luce nel mondo oggi!

    1. Alexandra grazieeeeeeeee! Condivido, la luce non può essere tenuta nascosta e la luce dei quadri di Carla Maria Maggi è una luce che trovo davvero speciale! Grazie per aver posto l’attenzione su questo aspetto !!! Buona domenica!

  8. Sarà quindi ritrovata… Ci sarà ancora l’occasione per ammirare le opere di Carla Maria ad Arcore? Ci stupiamo della sua modernità, e godiamo del suo spirito ribelle, che forte traspare dai soggetti,…come la sigaretta. Possiamo poi dolerci nel capire come il frutto del suo talento giovanile ma che esprimeva appieno nella pittura..il vissuto di una giovane donna che ci racconta un’ epoca, sia stato interrotto. L’abbandono certo sarà stata una scelta sofferta.. Anteporre la famiglia e la vita borghese.. Ma ci ha lasciato a esempio di un breve ma significativo intenso amore per il fare nella pittura, esprimere e ritrovare se stessa. Ci farà sognare… Questa atmosfera anni trenta.. Grazie a te e a Simona che ne ha colto lo spirito e c’è le fa conoscere.

    1. Patrizia carissima, ciao!!! Che meraviglia leggerti! Grazie per il tuo commento che ben riassume la vita di carla Maria Maggi e la scelta dolorosa di molte donne, non solo artiste, fra famiglia e lavoro. Grazie anche per aver ricordato l’opera meravigliosa svolta da Simona Bartolena che colgo l’occasione per ringraziare di cuore!

  9. I volti di queste donne sono così reali e allo stesso tempo così vacui. Mi incuriosisce questa pittrice e mi piacerebbe vedere le sue tele dal vero.
    onorata come donna italiana che la sigaretta sia stata esposta al Museum of women in the Arts riscuotendo successo, onorata anche che vi sia un comitato italiano che ne sostiene l’opera, grazie per avermi fatto conoscere quata realtà

    1. Cara Antonietta, benvenuta!!!! Sei curiosa di vedere le tle dal vero, tranquilla, comunicherò certamente la data di apertura della mostra dedicata a Carla Maria Maggi!!! Anche io non vedo l’ora!!! Condivido il tuo orgoglio per l’attenzione che il NMWA ha dedicato a quest’artista !!! Grazie per il tuo commento, spero di leggerti ancora! Buona domenica!

  10. Una grande artista, una pittrice di rara profondità, mi colpiscono gli occhi nei suoi quadri, un grazie a Giovanna Sama’ per la competenza e professionalità.

    1. Davide grazie, grazie per il tuo commento, grazie per l’apprezzamento!!! Rivolgi l’attenzione agli occhi delle donne dipinte da Carla Maria Maggi e mi fai pensare a quanto gli occhi siano tornati alla ribalta in questi giorni di mascherine che, mi pare di notare, enfatizzano la profondità dello sguardo….
      Ti abbraccio, buona domenica!

  11. Non sono un esperto di quadri, né tanto meno conoscevo questa artista. Ma grazie al contributo della cara Giovanna ho avuto modo di prendere atto di cotanta bellezza. Bellezza dei soggetti, degli ambienti, dello stile artistico. Io definirei Carla la FRIDA Calo italiana. D’altronde la sua storia è quasi simile. Nata in un contesto in cui il soggetto femminile era considerato di secondo ordine, con delle passioni che non potevano essere altro che quello della dedizione alla famiglia. Sono dell’idea che i soggetti dei suoi quadri (vedi la sigaretta) non sono altro che un’immagine trasposta di se stessa, per ciò che davvero lei era ma che non poteva mostrarsi. La sua voglia di emancipazione, di essere fuori dagli schemi, poteva avvenire, a quei tempi, soltanto attraverso metodi alternativi e credo che Carla usasse la pittura per mostrare agli altri ciò che davvero voleva essere e cioè una grande donna. Grazie Giovanna per questo ottimo articolo.

    1. Antonio, bentornato!!!! Wow! Grazie per il tuo contributo che offre, insieme a quello degli altri uomini che hanno lasciato il proprio commento, uno sguardo maschile sulla vicenda umana di Carla Maria Maggi e sulla sua produzione artistica. Mi colpisce in particolare quello che senti rispetto al ruolo della pittura: ” Sono dell’idea che i soggetti dei suoi quadri (vedi la sigaretta) non sono altro che un’immagine trasposta di se stessa, per ciò che davvero lei era ma che non poteva mostrarsi. La sua voglia di emancipazione, di essere fuori dagli schemi, poteva avvenire, a quei tempi, soltanto attraverso metodi alternativi e credo che Carla usasse la pittura per mostrare agli altri ciò che davvero voleva essere e cioè una grande donna”. Wow! Grazie!!!!

  12. Nemmeno io conoscevo l’Artista e le sue opere… Devo dire che anche per me è stata una piacevole scoperta. Il volto della donna nel dipinto ” la sigaretta” mi ha colpito molto, quell’espressione, quel fissare il vuoto.. mi porta a chiedermi ” ma a cosa starà pensando”?
    Grazie a te che ce l’hai fatta scoprire e complimenti per l’articolo.

    1. Cara Bruna, bentrovata! Grazie per aver ascoltato lo sguardo della donna ne “La sigaretta”; “a cosa starà pensando'” , ti chiedi? Che meraviglioso mistero è quello sguardo e che grande porta per “entrare” nel quadro”. Grazie Bruna, mi hai fatto guardare in modo nuovo quest’opera! Wow! Buona domenica!!!!

  13. Artista a me sconosciuta fino adesso. Mi fa strano che le sue opere siano poco divulgate. E’ nelle mie corde, i suoi volti femminili esprimono i sentimenti dell’epoca. La tecnica a volte sembra variare nella forma delle pennellate, nel contesto creativo e comunicativo. Sembra quasi che l’artista viva le sue opere con discontinuità emozionale. Questa è cosa positiva, in quanto l’animo umano e variabile nella sua forma, e riuscire a fissarlo in una tela non è facile. E’ questa la caratteristica che distingue il vero artista dal mediocre. Dare emozione, raccontare qualcosa. Con “La Prova”, del 1936, un’olio su tela – la Maggi esprime la femminilità con i suoi vezzi alla massima potenza, e con un pizzico di eros malizioso che mai guasta., Il tutto con assoluta naturalezza e sobrietà. Una bella scoperta, e un artista che seguirò in futuro.

    1. Gino benvenuto!! Che piacere averti fra noi! Grazie per il contributo stimolante e profondo che ci hai donato. Rilancio in particolare questa tua affermazione:” E’ questa la caratteristica che distingue il vero artista dal mediocre. Dare emozione, raccontare qualcosa.” Grazie! Spero davvero di leggerti ancora!

  14. Mi ha colpito sentir parlare di lei dal nipote come di una nonna anticonformista.
    Quante donne,in passato,han dovuto sottostare al diktat di genitori poco sensibili ed opprimenti,o coniugi gelosi delle doti artistiche delle consorti,venendo costrette a seppellire gli incommensurabili doni,di cui la natura le aveva dotate.
    Fortunatamente,invece,vi sono esempi fulgidi di padri,madri,fratelli,sorelle,mariti, compagni, figli e nipoti in grado di promuovere l’essere umano che vive in un’artista eccelsa e conferire valore al suo vissuto artistico,senza castrazioni,imposizione di rinunce,richiesta di potature ed indebite limitazioni.
    Quanta strada ancora il giusto riconoscimento del valore altrui dovrà percorrere,prima che chiunque possa liberamente esprimere se stesso,offrendo al mondo i propri capolavori ed arricchendo il panorama umano della sua inconfondibile,originalissima voce che si stacca dal coro per raggiungere vette di assoluta bellezza?

    1. Sonia,buongiorno!!!! Bentrovata!!!! Grazie per la tua riflessione, rilancio la tua domanda che echeggia in me come un grido: “Quanta strada ancora il giusto riconoscimento del valore altrui dovrà percorrere,prima che chiunque possa liberamente esprimere se stesso,offrendo al mondo i propri capolavori ed arricchendo il panorama umano della sua inconfondibile,originalissima voce che si stacca dal coro per raggiungere vette di assoluta bellezza?”
      Grazie anche perchè il tuo commento mi permette di ringraziare ancora una volta Franco Mosca, nipote di Carla Maria Maggi, per aver impreziosito il mio scritto attraverso il suo ricordo della nonna. Grazie!

  15. Grazie Giovanna per avermi permesso di scoprire un’artista a me sconosciuta, che, prima che pittrice, ritengo sia stata una donna che ha cercato di resistere ai rigidi schemi culturali degli inizi del Novecento, ponendo al centro di quasi tutte le sue opere la presenza femminile: è riuscita nel suo intento? Io credo di sì, perché, pur nella sua relativamente scarsa produzione, avendo cessato di operare precocemente, il corpo femminile risulta essere ferma attestazione dell’esserci in una società prevalentemente maschile: lo sguardo della donna ritratta in “La sigaretta” è austero, ma limpido e proiettato verso un futuro fulgido della condizione delle donne. Sulla scorta di altre artiste come la bolognese Elisabetta Sirani, fondatrice di una scuole per donne pittrici, o alla coeva romana Artemisia Gentileschi, la milanese Carla Maria Maggi, grazie alla riscoperta del figlio e di Simona Bartolena, sarà giustamente apprezzata e valorizzata.

    1. Carissima Valeria, grazie infinite per il tuo contributo prezioso! Grazie per aver ricordato altre artiste emblematiche! Rilancio questa tua affermazione: ” il corpo femminile risulta essere ferma attestazione dell’esserci in una società prevalentemente maschile” che mi fa pensare a certe pubblicità dove il corpo femminile (ma ormai anche quello maschile e persino quello dei bambini) viene usato in maniera da me poco condivisa. Magari tratteremo anche questo tema nel nostro cerchio di fuoco! Che ne dici? Intanto, buona domenica!!!

  16. Non conoscevo questa pittrice è una bella scoperta, i suoi quadri non sono fantasmagorici ma nemmeno banali forse potrei definirli intriganti e interroganti.
    grazie Giovanna!

    1. Cara Donatella!!! Benvenuta!!!! Sono felice che quella di Carla Maria Maggi sia stata una bella scoperta! Grazie per aver lasciato il tuo commento!! E’ bello avere un rimando! Buona domenica!!!

  17. Esco dal coro e spero che si possa farlo, trovo che questi quadri nulla aggiungano alla storia dell’arte, quello che risulta semmai interessante è la vita dell’artista
    Buona domenica a tutti

    1. Buongiorno Patty, benvenuta!! Certo che si può uscire dal coro!!! Tutte le riflessioni sono le benvenute se offerte in modo educato e propositivo come fai tu. Grazie per aver espresso la tua opinione che allarga il ventaglio delle possibilità interpretative. buona domenica!

  18. Non mi fermerei al suo passato, perchè Carla Maria Maggi è viva. Essendo genialmente talentosa come pittrice, sapeva dentro di sé che esisteva come artista per avvertire un’eternità femminile.
    Ogni suo dipinto non è una superficie, ma una dimora.
    Consapevole di non poter uscire dalle sue quattro mura, ha creato i suoi quadri in una conchiglia di perle. Aspettando essere ritrovata, quando il mondo sia pronto per ascoltare alle donne.

    1. Dianaaaaaaaa!!!! Wow!!!
      Non aggiungo altro..
      Grazie di cuore per averci offerto la tua “conchiglia di perle”. Un abbraccio!! Buona domenica!!!

  19. Ciao Giovanna, io non conosco questo molto bene questa Carla Maria Maggi ed non me ne intendo molto di quadri , ma leggendo. Quello che scrivi. Ed vedendo i suoi dipinsi li trovo molto belli!!!

    1. Antonella ciaoooo! Ma che bello averti qui!! Benvenuta!!!!!! E’ bello sapere che i quadri di Carla Maria Maggi ti sono piaciuti!! Grazie per aver lasciato il tuo commento, grazie di cuore!!!!ogni rimando per me è preziosissimo!!! Un bacio e buona domenica!!!

  20. Ciao Giovanna,
    sin dalla prima presentazione, Carla Maria Maggi mi ha colpito per lo spaccato della borghesia milanese di inizio 900 che lei, pittrice di grande bravura, interpreta a tutto campo….
    Milano, pur adeguandosi formalmente al susseguirsi dei momenti storici, è sempre stato un centro culturale molto vivace e dinamico.
    Gli inizi del novecento non smentiscono certamente questo andamento, che costituisce l’humus fondamentale per la crescita artistica di Carla Maria Maggi.
    Naturalmente il severo formalismo corrente non dà spazio ad una ragazza come lei.
    Così la libertà di pensiero derivante dalla non lontana scapigliatura, le novità che giungono dalla Francia e la lettura di un futurismo già alle prime battute, si contrappongono alla necessità di mantenere aspetti e costumi di famiglia all’altezza delle esigenze sociali.
    Insomma, Carla Maria dovrà adeguarsi al modello di signorina di buona ed altolocata famiglia, e dovrà scegliere un buon partito per un buon matrimonio.
    Insomma, Carla Maria rinuncerà presto alle proposte entusiasmanti, inebrianti, che l’arte farà al suo spirito ed al suo notevole estro.
    ….. e lo farò di buon grado, riponendo accuratamente i lavori di gioventù,
    primizie senza seguito… !
    Questo lungo preambolo ( … non me ne voglia la Bartolena … ) porta a riflettere su un fatto di costume che oggi stupisce, mentre allora non avrebbe suscitato grandi effetti.
    Penso però all’animo sensibile ed artistico di una giovane donna, già consapevole di vivere un momento felice ma transitorio.
    Mi interrogo, e non mi dò risposta, pensando a come la giovane Carla Maria accetterà il proprio ruolo.
    Già in quei momenti è forte in Italia la corrente futurista, alla quale Carla Maria non presterà attenzione,
    probabilmente conscia del breve futuro della sua vita artistica.
    Così , in una Milano dinamica volta al divenire, Carla Maria si dedicherà ad una rappresentazione figurativa tradizionale.

    1. GianMaria bentrovato!!!!Wow!
      Grazie per il tuo contributo… quanti spunti di riflessione ci offri sia dal punto di vista umano che artistico! Non aggiungo nulla, hai spiegato efficacemente il tuo punto di vista offrendo una riflessione che offre angolature diverse senza tralasciare quella storica e quella sociolocica…un grande Grazieeeeeee
      Ti abbraccio e ti auguro una buona giornata!!!!!

  21. Sono rimasto molto sorpreso già tempo fa, quando tu mi hai parlato dell’artista in questione, ora aspetto di vedere le sue opere dal vivo. Devo dire che promettono bene. Se vogliamo analizzare invece la condizione delle artiste donne negli anni 30/40 allora penso e dico penso perché non ho vissuto quel tempo, che le donne erano sotto valutate, erano considerate (certamente sbagliando) come dire di serie ” b” . Oggi siamo tutti d’accordo invece che fra uomini e donne non c’è differenza anzi…… Naturalmente ci sono uomini e donne che valgono uomini e donne che non valgono!!! Dobbiamo però considerare sempre il momento storico in cui si vive e potremo capire meglio perché tante cose sono andate in una maniera che ora facciamo fatica a capire, ma in quel tempo era normale. Del resto anche le famose femministe oggi ci fanno un po’ sorridere. Ciaoneeeee

    1. Arnaldooooo!
      Buongiorno e bentrovato!!!
      Grazie per il tuo contributo che ci invita a contestualizzare e a guardare alla vicenda umana di Carla Maria Maggi non solo con gli occhi delle donne e degli uomini del 2020 ma anche con quelli delle donne e degli uomini dei primi del novecento, un esercizio utilissimo per la storia dell’artista….l’arte, invece, pur risentendo del proprio tempo in qualche modo ne travalica i confini …sei d’accordo??? Un abbraccio e buona giornata!!!!

  22. Ciao Giovanna finalmente ho letto il tuo articolo:meraviglioso. Non conoscevo questa pittrice e mi ha fatto piacere scoprirla. Ora non vedo l’ora di scoprire “La sigaretta”… Quando sarà possibile fammi sapere…
    Continua così
    Brava

    1. Ciao Martha!!!!!Mi fa piacere che ti sei appassionata, la mostra è visitabile da oggi, fra poco pubblico il nuovo articolo con tutti i dettagli. Ti abbraccio!!!

  23. Finalmente!!! L’artista Carla Maria Maggi, l’adoro. Io la definisco “l’Artista Ritrovata”, (1913-2004); Vivrebbe forse, come artista, nel 2020? Forse si, ma dipingerebbe una tela intitolata “Donna con le mani fra i capelli” o ” d
    Donne sull’orlo di una crisi isterica” (nn me ne vogliano le donne). Certo icona della condizione femminile nella pittura dei primi del 1900 e donna. Mi ricordo l’altro articolo l’ho “divorato” in senso buono. Le opere di Carla, ritratti dipinti autoritratti nudi e natura morta, i 12 disegni. La sua vocazione nata a 14 anni 1927, in pochi anni ha raggiunto l’abilità pittorica. Nata nella Milano bene con la madre contraria ma incoraggiata dal papà Carlo Maria Maggi, poeta del 600 ed esponente della poesia dialettale ambrosiana, viene inviata a bottega dal Palati; allora i valori volevano la donna seppur benestante, accasata bene per prendersi cura della prole e marito. Ma Carla riuscì nel suo intento, i suoi lavori pretesi dal vivo con modelle in carne ed ossa; mai volgari, con tocchi delicati senza. Vanno la misura della sensibilità e modernità già allora, si parla sr 900. Poi il matrimonio la porta a riporre tele e pennelli. Smette di dipingere, anche per l’arrivo del primo pargolo, Vittorio Mosca. Ma è proprio del figlio nel 1997 la scoperta delle tele, riportate alla Vita. La tela “la sigaretta” 1934 risponde al carattere dell’artista, ho letto che Vittorio Sgarbi l’ha inserita a Palazzo reale nel 2007. Ha ricevuto riconoscimenti dall’accademia di Brera; potrebbe rispecchiare una donna del 2020. La tela “lume di candela” un nudo illuminato delicatamente da un’ artista delicata. Se con il matrimonio (parliamo dagli anni 1907 in avanti), l’artista ha dovuto riporre le tele e pennelli, Vittorio SGarbi la definisce “La storia di una vocazione misteriosamente interrotta”. Se nel 1997 un uomo scopre le tele, il figlio Vittorio Mosca la riporta alla “luce”; un altro uomo la riporta la riporta alla Mostra, Franco Mosca il nipote ” una nonna anticonformista nel pensiero ma ben conscia delle norme sociali e di comportamento. Eclettica curiosa. Colta e Cattolica…… amava la natura e la solitudine e unico vizio fonte di compagnia le sigarette americane senza filtro. Ha fatto una tela. Come nn ammirare questa donna “avanti” per i suoi tempi. Le donne nella potevano contare su un buon matrimonio e accudire figli. Lei No, aveva questa passione “interrotta” è riuscita a coniugare la sua passione, rispettando le regole di allora. Anticonformista nel pensiero conscia delle norme sociali eclettica e curiosa. Le donne del 2020 sono veramente libere mi domando. Questa donna artista insegna, sia per il suo vissuto che per le sue opere. E contrariamente a Sua Mamma che era contraria alle due adpirazioni, ha avuto dalla sua parte ben 3 uomini il padre, il figlio e il nipote. Le hanno reso il valore che merita, in tempo diverso e modalità diverse. Come Donna, Artista, madre e nonna. L’apporto storico è importante e lo ritrovo nel Lume che i tre uomini che hanno riconosciuto in quella ragazzina di 14 anni. Donna e Artista.

  24. Finalmente!!!! ritrovo con molto piacere l’artista Carla Maria Maggi, conosciuta in altro articolo. Ha precorso i tempi. Nata nel 1913 in famiglia borghesia Milanese padre Carlo Maria Maggi poeta 600 ed esponente della poesia dialettale ambrosiana uomo importane e di spicco; mamma nn di meno di nascita Piermarini. Carla Maria Maggi Icona della pittura del 900, donna che vedrei bene nel 2020. Figli unica destinata come di costume ad un matrimoni nella Borghesia Milanese. La vocazione nasce presto all’ età di 14 anni 1927 viene inviata dal padre Carlo Maria Maggi e bottega dal Palanti, la mamma era contraria, come detto la società allora contemplava matrimonio con pargoli e cura alla famiglia. La sua vocazione le fa raggiungere un’abilita pittorica in pochi anni di studio e attività. I suoi lavori prendono vita da modelli in carne ed ossa, nn da forme in gesso; e’ già un bel passo avanti per i tempi; le opere ritratti nudi, nature morte, su modelle reali, e 12 disegni. Le sue tele esprimono dolcezza, hanno una dimensione di sensibilità e delicatezza, giochi di luci e ombre, opere di una donna moderna, molto più avanti rispetto l’epoca del 900. Arriva il tempo del matrimonio che porta Carla Maria a riporre le tele. Smette di dipingere. L’arrivo del figlio Vittorio Mosca. In seguito è il figlio Vittorio nel 1997 la scoperta delle tele e 12 disegni a riportare in vita la vocazione di Carla Maria Maggi. 2007 Vittorio Sgarbi inserisce tra le opere esposte a Palazzo Reale “la sigaretta” un’opera che pare dei nostri giorni. Molto bella la tela “lume di candela”, un nudo che con una spennellata sapiente illumina in parte e in modo delicato la modella. Se con il matrimonio l’artista ha dovuto riporre le tele, e come la descrive Vittorio Sgarbi, ” la storia di una vocazione misteriosamente interrotta” Il figlio nel 1997 scopre le tele e la riporta alla “Luce” e, un altro uomo a ricordarla, il nipote Franco Mosca ” una nonna anticonformista nel pensiero ma ben conscia delle norme sociali e di comportamento. Eclettica e curiosa. Volta e tradizionalmente Cattolica….. per lei l’unico vizio le sigarette (vedi la tela) e fonte di compagnia, sigarette americane senza filtro. Carla Maria Maggi, le tele sono da vedere dal vivo, anche se in foto si vedono ombre, punti luce, chiaro e scuro. È riuscita a trasportare la sua vocazione ai giorni nostri. Anticonformista nel pensiero ben conscia delle norme sociali… . Carla Maria Maggi insegna…..sia per il suo vissuto personale che con le sue opere, seppur ha dovuto interrompere; per quanto la madre contraria alla sua aspirazione e vocazione; l’apporto storico delle opere e’ grazie a 3 uomini,hanno saputo riconoscere e dare il giusto valore, che merita, come donna artista madre e moglie. ciao

    1. Carissima Daniela, wow!!! Vedo che carla Maria Maggi ha appassionato anche te!!!! Grazie per questa riflessione importante e imponente ricca di spunti…riprendo in particolare una tua frase quasi in chiusura “Anticonformista nel pensiero ben conscia delle norme sociali… “, credo che questa sia stata la sua vera forza, un pensiero anticonformista e al contempo la grande consapevolezza di quello che la società si aspettava da lei. Grazie per aver contribuito al dibattito su questa artista così particolare e in qualche modo misteriosa! Spero di leggerti ancora e presto!!! Buonanotte!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *