Oltre mille visitatori per Bonanomi alla torre viscontea

Da “La Provincia di Lecco” del 20/11/2019

Oltre 1000 visitatori alla mostra dedicata ad Arturo Bonanomi presso la Torre Viscontea; questo il ricco bottino dell’esposizione “Tra lago e monti” dedicata all’artista nato a Calolzio il 13 gennaio 1920 e morto a Lecco il 18 dicembre 2010. “Le ragioni di questa grande affluenza- dice il curatore Giorgio Pedrazzoli- sono due: il fatto che Bonanomi sia un pittore locale e la scelta di esporre paesaggi nei quali il visitatore può riconoscersi”. In mostra scorci di Laorca, Bellano, Olcio, Inesio, Lorentino, Montevecchia, quasi sempre innevati e risplendenti di luce. Presso la torre si possono ammirare anche le sue amate locomotive, i suoi scali ferroviari così pieni di vita con gli sbuffi dei treni e i gesti efficaci dei capotreni o dei macchinisti. Il soggetto della ferrovia è particolarmente caro a Bonanomi che fu ferroviere come il padre ed il nonno. “La mostra di Bonanomi- dicono gli organizzatori- presenta i nostri luoghi com’erano in un recente passato, una natura inconfondibile e prodiga di bellezza, panorami silenti tradotti in pittura per farne memoria storica per i nostri figli dal momento che quel mondo amato e raccontato non esiste più cancellato dalla trasformazione del territorio per effetto dell’intensa espansione urbanistica”.

L’esposizione è stata realizzata dal curatore in collaborazione con l’associazione “Sesto senso” di Bellano. “La nostra associazione- dice il presidente Enrico Magni- promuove eventi espressivi artistici che riguardano la marginalità sociale coinvolgendo spazi pubblici come nel caso di Liberi dal Manicomio allestita nella hall dell’Ospedale di Lecco e nel presidio di Bellano; nelle sale d’attesa delle stazioni ferroviarie di Varenna, Bellano e Colico abbiamo realizzato mostre di autori outsider o marginali. Abbiamo scelto Bonanomi non solo perché amava le stazioni ma anche perché ha fatto della pittura l’atto mediante il quale liberare energie assopite che si sono rivelate capaci di rappresentare frammenti significativi della realtà del novecento”.

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