Scacchi gioco senza età, Lecco ha ospitato due campioni del mondo

Forse non tutti sanno che a Lecco esiste un circolo per giocatori di scacchi, che questo circolo è molto attivo e che è il riferimento per l’intera provincia; si tratta del circolo scacchistico Boris Spassky, intitolato al grande campione russo diventato famoso per aver perso il titolo contro l’americano Fischer; l’incontro si svolse nel 1972, in piena guerra fredda, suscitò grande clamore e fece appassionare al gioco degli scacchi un gran numero di persone anche nella nostra città. Spassky venne a Lecco il 26 gennaio del 1986: al palazzetto dello sport presso il Bione giocò in simultanea contro 25 giocatori, battendoli tutti. L’evento radunò oltre 2000 appassionati e venne trasmesso da raidue. In quell’occasione Spassky tagliò personalmente il nastro inaugurando il circolo lecchese a lui intitolato.

Tra i soci fondatori il circolo annovera l’attuale delegato Coni-Federazione Scacchistica italiana Ferdinando Franceschetti ed il compianto Elio Romani che aveva raggiunto l’ambito titolo di maestro di scacchi. Il circolo è attualmente presieduto da Nicola Gerundino ed ha la propria sede presso il Dopolavoro ferroviario in piazza Lega Lombarda, agli inizi, invece, gli appassionati si ritrovavano al Caleotto presso il bar “Pallino d’oro”; gli iscritti erano 80, oggi sono la metà. “Purtroppo- dice Franceschetti- c’è poco ricambio generazionale ma non perché i giovani non si appassionino agli scacchi, tutt’altro, il problema è che oggi i giovani sono poco stanziali, studiano lontano da casa, viaggiano, lavorano all’estero quindi non possono garantire continuità. Il circolo organizza ogni anno durante la giornata nazionale dello sport la manifestazione “scacchi in piazza”: in piazza XX settembre mettiamo a disposizione dei passanti una scacchiera gigante con i pezzi per provare a giocare. Il nostro sogno nel cassetto è che l’amministrazione lecchese identifichi un’area per una scacchiera gigante stabile”.

Lecco oltre a Spassky ha ospitato anche l’ex campione del mondo Smiyslov che nel settembre 1988, in Piazza XX settembre, affrontò in simultanea 25 avversari battendone 22 e pareggiando con tre. Il circolo lecchese è un’associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro affiliata alla Federazione Scacchistica Italiana ed iscritta al CONI. “Io- dice Franceschetti- cominciai giovanissimo perché mia mamma era una giocatrice e mi trasmise la passione. Il gioco degli scacchi è antichissimo, si dice risalga a prima di Cristo e sia nato in Persia: secondo una delle versioni della leggenda di Sissa il Principe, annoiato, emanò un editto affinché si presentassero a lui gli esperti per insegnargli qualcosa di divertente; nessuno riuscì nell’intento finché non si presentò Sissa che gli insegnò il gioco degli scacchi”.

1988, Smiyslov in piazza XX settembre a Lecco

SCACCHI A SCUOLA, IL PROGETTO EUROPEO ANCHE A LECCO. Quello degli scacchi è un gioco senza età, il circolo lecchese collabora sia col sindacato dei pensionati e con l’università della terza età che con le scuole di ogni ordine e grado. “Con riferimento ai non più giovani- dice Franceschetti- ci sono studi che attestano che giocare a scacchi aiuta a prevenire l’alzheimer poiché stimola la mente ad un livello molto elevato. Per i ragazzi abbiamo promosso “scacchi a scuola”, un progetto al quale al momento hanno aderito le primarie di Acquate e Germanedo e la Pietro Scola. Il progetto si rivolge alle classi quinte e coinvolge un’ottantina di bambini; il gioco degli scacchi rafforza nei piccoli la capacità decisionale, il rispetto delle regole, l’accettazione della sconfitta e migliora il rendimento scolastico. Agli studenti universitari proponiamo Libera…mente, la frequentazione gratuita del circolo nella serata di venerdì ed il sabato pomeriggio per la scuola di scacchi”.

Le parole del presidente lecchese sono corroborate dalla dichiarazione del Parlamento europeo del 15 marzo 2012 sull’introduzione del programma “scacchi a scuola” nei sistemi di istruzione dell’Unione europea. Il Parlamento europeo , “considerato che il gioco degli scacchi è accessibile ai ragazzi di ogni gruppo sociale, può contribuire alla coesione sociale e a conseguire obiettivi strategici quali l’integrazione sociale, la lotta contro la discriminazione, la riduzione del tasso di criminalità e persino la lotta contro diverse dipendenze, (…) invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare l’introduzione del programma “scacchi a scuola” nei sistemi d’istruzione degli stati membri”.

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