Il cerchio tondo: Rapallo e il festival la Leggenda della Grigna

La fama della compagnia mandellese (LC) di teatro di animazione “Il cerchio tondo” esce dai confini della propria regione per giungere fino in Liguria: ieri sera a Rapallo Maura Invitti e Marco Randellini hanno messo in scena il loro “Pinocchio” che ha riscosso grandissimo successo non solo fra i bambini ma anche fra gli adulti presenti. Concordi i genitori del pubblico (fra i quali anche qualche lecchese) nel ritenere queste esperienze di animazione “dal vivo” estremamente importanti per i bambini di oggi così tecnologici. E in effetti fa bene al cuore il coro di risate argentine e spensierate ogni volta che viene recitata una scena buffa. Maura e Marco sono alla loro terza presenza in questa rassegna ligure, si dicono soddisfatti e pronti a ripartire perché domani saranno a Gazzaniga (BG) e il 31, dalle 15 alle 18, ai Resinelli, in piazza della chiesa, col parco giochi, un insieme di giochi provenienti dalla Catalogna che aiutano a sprigionare fantasia e creatività; l’altra sera erano a Monza con uno spettacolo di teatrini in scatola che propone una cosmogonia marocchina. “Il cerchio tondo” proporrà spettacoli durante tutto il periodo estivo nell’area lecchese col festival di teatro di figura “La leggenda della Grigna”, giunto alla dodicesima edizione, che si svolge fra i comuni aderenti della Valsassina e della riviera; ecco gli appuntamenti: il primo agosto Cassina, il 5 Vendrogno, il 9 Bellano, il 10 Dervio, il 12 Introbio, il 13 Morterone, il 23 Pasturo e il 15 settembre Lecco, parco di Villa Gomes.

Maura e Marco, entrambi mandellesi, lei di origine, lui d’adozione, sono burattinai di professione; il loro percorso insieme è cominciato 18 anni fa.

Crediamo molto nel teatro d’animazione- dice Maura- soprattutto oggi che la società è molto individualizzata il rapporto diretto con le persone ha grande valore. Il Pinocchio che proponiamo è fedele al testo originale, quello uscito a puntate sul Corrierino dei Piccoli; i burattini, a guanto con testa di legno e a bastone, sono tutti realizzati da Marco così come la casetta; i fondali, ispirati a quadri di Van Gogh, sono stati dipinti da me e un paio da Elena Bonaiti, anch’ella di Mandello; abbiamo scelto il pittore olandese perché contemporaneo al momento della scrittura della storia e abbiamo cercato di dar vita ad una rappresentazione ispirata all’arte popolare di fine ottocento; per il carattere dei personaggi pare che Collodi si sia ispirato alle maschere della commedia dell’arte tradizionale, ad esempio per Geppetto si sarebbe ispirato a Fagiolino”.

Maura e Marco credono molto nel messaggio che Pinocchio è in grado di portare a grandi e piccini “La storia di Pinocchio- scrivono- trae origine dal legame atavico dell’uomo con l’albero e, attraverso questo, con il dualismo terra-cielo, corpo-anima. Lui, essere vegetale, sussurra a noi umani che la trasformazione è inevitabile e che l’esperienza, compreso l’errore, è l’unica strada verso un sapere consapevole”. Qualcuno si spinge anche oltre e, ricordando l’appartenenza (mai comprovata ma quasi certa) di Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini, alla Massoneria, ritiene la storia di Pinocchio niente altro che il racconto di un percorso di iniziazione.

3 commenti su “Il cerchio tondo: Rapallo e il festival la Leggenda della Grigna

  1. Si tornasse un po’ indietro nel tempo a dar modo ai ragazzi di oggi, ma anche a quelli di ieri, di abbandonare lo strumento quadrato col display e apprezzare maggiormente queste cose che si stanno perdendo. Lodi a questa bella compagnia teatrale di altri tempi

  2. Bellissimo il pensiero che Pinocchio possa essere una creatura nata da un albero (e non da un legno…) Quindi un essere vegetale.
    Grazie e complimenti sia alla giornalista che a Maura e a Marco

  3. Bello il momento di incontro con i mandellesi e le loro creature …e bella l’attenzione all’evento che tu proponi .
    Stimolare sin dalla giovane età alla fantasia e alla libertà dell’immaginazione conduce l’individuo ad una maggiore consapevolezza del proprio essere.
    L’arte, la facoltà espressiva, la visione serena della vita, sono aspetti che devono entrare a far parte del vivere normale, anche se ci si dedicherà da grandi a discipline tecnologiche…. come da antica tradizione brianzola.

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